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Guida galattica per chitarristi: Zoom G5n, la guida semiseria.


Guida galattica per chitarristi: 

Zoom G5n, la guida semiseria.

Premessa 

Se avete deciso di leggere questa guida vuol dire che avete senz’altro sviluppato una allergia grave contro i manuali ufficiali e che un percorso meno tecnico e più “commestibile” vi identifica meglio.

Se essere definiti chitarristi vi sta stretto, preferireste Maestro, Gran Maestro, Mostro, Gran Mostro, Guitar Hero oppure Scarso, Scarsissimo, Animale, Strimpellatore comune ecc. sappiate che quello che ci accomuna tutti è il giro di Do.

 Dopo avere imparato la sequenza dei 4 accordi canonici, tanto cari ad ogni essere umano che abbia imbracciato una sei corde, il giro di Do rappresenta infatti l’ingresso all’Olimpo dei chitarristi. Non importa il livello ma la voglia di modificarlo in meglio. E avete addirittura tutta la vita a disposizione.

Infine se avete deciso di essere i felici possessori di una pedaliera G5n della Zoom sappiate di avere comunque tra le mani uno strumento versatile, robusto e con una buona tenuta sia sul palco che in studio/home recording, adatta a fare al vostro suono cose che voi umani non avreste mai potuto nemmeno immaginare (esagero, lo so. Ma una premessa che si rispetti deve pur dare qualcosa in pasto ai lettori)


L’accendiamo

Quindi, bando alle ciance, la prima domanda è: come si accende?

Sappiate che il 50% dei problemi che un chitarrista comune deve affrontare arriva dal mondo elettrico e che purtroppo qualsiasi cosa che abbia un circuito interno, dalla lavatrice alla Zoom G5n, ha bisogno di energia elettrica per funzionare.


Quello strano aggeggino nero che sembra una goffa presa elettrica con attaccata una coda di circa un metro, che finisce con uno spinottino cavo all’interno è, quindi, l’unico modo per dare vita alla G5n. Da ora in poi si chiamerà adattatore.

L’alimentatore/adattatore della G5n deve necessariamente possedere tre requisiti. Quindi se avete perso l’originale, se vi hanno impaccato la pedaliera senza adattatore Zoom, se siete degli scienziati che hanno deciso di iniziare a sperimentare proprio quel giorno, è necessario tenere conto di tre semplici cose.

1)           L’adattatore deve essere a 9 volt, c’è scritto su tutti gli alimentatori, anche i cinesissimi. In genere è qualcosa tipo

OUTPUT: 9V

2)           Deve essere maggiore o uguale a 0,5 Ampere o 500 m A. Anche questo c’è scritto sopra. Sennò sarebbe come alimentare casa vostra con la batteria della macchina di vostro cugino (non è proprio così ma è un esempio che rende).

3)    Il cavo di uscita (quello che entrerà nella Zoom) deve NECESSARIAMENTE avere il polo positivo all’esterno e il polo negativo all’interno, che si traduce con un simbolo sull’alimentatore simile alla figura di seguito.

Una volta inserito lo spinotto dell’alimentatore, lì vicino c’è un pulsantino ON/OFF e se il cavo dell’adattatore non è danneggiato ed è stato inserito correttamente mettete il pulsantino su ON e aspettate. Se l’attesa si protrae per giorni forse la vostra zona geografica non è servita da corrente elettrica, oppure, più semplicemente non siete dotati del Quoziente Intellettivo necessario e sufficiente per accendere/spegnere una qualsivoglia apparecchiature elettrica.

Non disperate la cosa potrebbe addirittura aggravarsi. Se sentite un odore acre e vedete fumare la vostra pedaliera qualcosa è andato storto e io declino ogni responsabilità. In caso contrario si accendono tutti i display e la vostra scatola magica funziona. Quantomeno si accende. 


A ognuno il suo buco!

Prendiamo la nostra amata Zoom G5n e posizioniamola su una qualsiasi piattaforma stabile. Ad esempio la scrivania, il tavolo in cucina, il tavolino in soggiorno, il cruscotto della macchina, la schiena della vostra ragazza o del vostro ragazzo, a seconda del genere di vostra pertinenza. Posizioniamo la pedaliera in modo da avere tutti gli ingressi di fronte a noi. O se preferite posizionatela così come da manuale (scaricabile nella sezione File del gruppo Zoom G5n users Italia alla voce I_G5n-V2.0.pdf, oppure dal sito ufficiale Zoom:

https://www.zoom.co.jp/sites/default/files/products/downloads/pdfs/I_G5n-V2.0.pdf )

osservando il “Pannello posteriore”.

Il primo buco a destra è quello del già discusso ingresso a 9 Volt con accanto l’interruttore ON/OFF.

Spostandoci dal lato opposto, così per il puro gusto di rompervi i maroni peggio del manuale ufficiale, il primo ingresso alla vostra sinistra è quello dello strumento. Volendo esagerare nelle spiegazioni, esattamente in corrispondenza del buco sopraccitato c’è stampata una chitarrina. Bene è qui, nel primo buco a sinistra se guardate dal pannello posteriore o nel primo buco a destra se guardate la macchina da sopra, oppure nel buco dove c’è disegnata la chitarrina se avete problemi a distinguere la destra dalla sinistra, che dovrete collegare il cavo della vostra chitarra.

Ricordo ancora che il 50% dei problemi che un chitarrista comune deve affrontare arriva dal mondo elettrico!

Quindi uno dei motivi per i quali potreste non poter ascoltare alcun suono alla fine della vostra catena potrebbe essere un cavo difettoso, un cavo che avete dimenticato di collegare alla chitarra o il China Shop sotto casa che vi ha impaccato un cavo intrecciato con filamenti di canna di bambù. Ci sarebbe da considerare anche il pomello del volume della chitarra a zero, ma penso che pochissimi di voi siano incappati in questo tipo di problema. Vero???

Questo ingresso (quello con la chitarrina) è l’INPUT della Zoom G5n, ovvero l’unico buco/ingresso dal quale potete e dovete inviare un qualsivoglia segnale relativo al vostro strumento. Sia esso la vostra chitarra, il vostro basso, un violino elettrico insomma tutto quello che entra e deve essere processato dagli effetti della G5n deve farlo necessariamente da qui.


Al bisogno potreste pensare di usare qualche pedale analogico prima della G5n, ad esempio un pedale Wha-Wha o un distorsore che amate alla follia, in quel caso la vostra catena potrebbe essere fatta così: chitarra->Tuo-Pedale->Zoomg5n. Avendo sempre cura di azzeccare gli INPUT e gli OUTPUT, ovvero:

Chitarra -->INPUT pedale -->OUTPUT pedale - ->INPUT della Zoom.

Immaginate il segnale come un flusso d’acqua (o del liquido che preferite) che partendo dal vostro strumento attraversa pedali, pedaliere, mixer analogici e digitali e/o mille altre diavolerie fino a raggiungere gli speakers finali, seguendo rigorosamente una catena di INPUT e OUTPUT che è data dalla direzione che va dal vostro strumento fino alla fine della catena e che, partendo dalla vostra sei corde, raggiunge gli altoparlanti del vostro mega concerto muovendosi sempre con la stessa cadenza di INPUT prima e OUTPUT dopo. Se vi ho confuso, nessun problema, il primo T.S.O. (Trattamento sanitario obbligatorio) lo offro io.

Segue Immagine 

No, non dovete trovare le sette differenze.


E' solo la stessa cosa raffigurata in due modi differenti. Ci sono, giuro, alcune persone che hanno difficoltà a fare la stessa cosa in due versi opposti. Ebbene queste due immagini sono per loro.

 

Il prossimo buco, o per i più sensibili ingresso, ci permetterà di testare il funzionamento della pedaliera.

Se guardiamo dall’alto la nostra Zoom noteremo che c’è un disegnino a forma di cuffia e se la giriamo ammirando il pannello posteriore vedremo che centralmente uno dei fori è più piccolo degli altri. Correte immediatamente presso il vostro China Shop di fiducia, chiedete di Flanco e ditegli che avete bisogno di una cuffia con Jack piccolo, o mini jack che dir si voglia. Pagate non più di “tle eulo”, perché quello vale, e precipitatevi a casa. Fatto?

Bene ora collegate l’adattatore elettrico dove abbiamo visto prima, mettete su ON il pulsantino, collegate il vostro Jack dalla chitarra alla Zoom, indossate le cuffie ed eseguite “Flight of the Bumblebee” con la vostra amata tecnica del tapping a 10 dita. In alternativa suonate ciò che più vi aggrada. In questa fase non è importante quale patch state usando (se non sapete cos’è una patch ancora qualche pagina di pazienza) o se vengono fuori delle strombazzate degne del peggior punk anni 70, l’importante è che tutto sia pronto per le prossime avventure con la G5n.

L’ingegnere giapponese che ha inventato la nostra pedaliera ha anche considerato la possibilità di lasciarci collegare, addirittura, con due altri OUTPUT paralleli (Left e Right) verso l’esterno. Quindi non solo le cuffie ma anche due ampli, oppure un ampli e una cassa spia, un OUTPUT al mixer e uno alla spia da palco, insomma con ben tre uscite (una stereo mini-jack e due mono) possiamo sbizzarrirci come meglio crediamo.


Attenzione collegare un amplificatore per chitarra o le casse amplificate del PC piuttosto che andare diretti sul mixer oppure su una cassa amplificata non è la stessa cosa. Lo stesso discorso vale se decidiamo di andare diretti sul PC usando la G5n come scheda audio (vedremo in seguito di cosa si tratta). Un amplificatore ha delle specifiche tecniche che gli attribuiscono una forte personalità nei suoni in uscita (in teoria dovreste, appena scopriremo cosa sono, usare patch prive di simulatori di ampli e cabinet). Il mixer ha una sezione pre-amplificatrice mentre una cassa amplificata ne ha un’altra di diverso tipo. Pertanto a seconda che decidiate di ascoltare le vostre prodezze chitarristiche in cuffia, nelle casse del PC, attraverso un mixer, su una cassa amplificata (ve ne sono di specifiche per questo tipo di pedaliere), oppure su un amplificatore, il suono che ne viene fuori potrebbe essere anche molto diverso tra una situazione e l’altra.


Comunque, visto l’INPUT e gli OUTPUT principali andiamo a vedere gli altri ingressi.

Accanto all’INPUT dello strumento c’è un altro ingresso mini-jack, questi è l’INPUT per una fonte audio esterna. Volete collegare attraverso un mini-jack il vostro i-phone, o il vostro smart-phone per ascoltare il vostro brano preferito e magari suonarci sopra? Volete stupire i vostri amici facendogli credere di essere bravi come Eddie Van Halen e fare finta di suonare Eruption? Niente di più semplice. Con l’INPUT Audio-in della Zoom G5n tutto questo è ora possibile. Tutto ciò che vi serve è un telefono o un player musicale o, in alternativa, tutto quello che ha come segnale in uscita un mini-jack.

Osservando il pannello posteriore vi starete certamente chiedendo cos’è quel foro quadrangolare, l’unico di quella strana forma. Servirà a stampare? Che sia l’attacco per la Playstation? Forse serve per appendere la pedaliera ad uno speciale gancio magnetico? Ad aprire le bottiglie?

Niente di tutto questo. E’ il collegamento USB. Questo foro, insieme al cavo in dotazione (o al cavo USB simile a quello per le stampanti che avete comprato da Flanco, il vostro amico dagli occhi a mandorla), serve per permettervi di interagire, attraverso un editor messo a disposizione dalla Zoom, con la vostra pedaliera preferita attraverso un PC o un Mac. Con questo collegamento e Guitar Lab (così si chiama l’editor ufficiale Zoom) oppure con Tone Lib (editor di terze parti gratuito e affidabilissimo) potrete scaricare e/o modificare a piacimento le vostre patch (e ridaglie, che cosa cavolo sono stè patch?), potrete altresì aggiornare il firmware e usare la G5n come scheda audio.

Infine ultimo buco, o ingresso se preferite, quello per il controller esterno. Esiste difatti la possibilità di collegare un ulteriore pedale-controller, per questo vi rimando al manuale ufficiale (sempre scaricabile nella sezione File del gruppo Zoom G5n users Italia alla voce I_G5n-V2.0.pdf, oppure dal sito ufficiale Zoom).

Se decidete di acquistare un pedale esterno avrete 2 possibilità. La prima è relativa all’acquisto di un pedale originale Zoom che sarà sicuramente compatibile e la cui unica pecca è il costo, non elevatissimo ma sempre di plastica e metallo leggero parliamo. La seconda è data dall’acquisto di un compatibile per il quale sarà necessaria una approfondita ricerca sul web in quanto il funzionamento e la compatibilità con la nostra pedaliera devono essere verificate tramite le recensioni degli eventuali possessori e le specifiche tecniche. Nella seconda ipotesi il costo minore porterà comunque ad un prodotto meno performante in termini di durata e consistenza/solidità per cui l’unico parametro utile alla scelta sarà l’uso che ne faremo, ovvero se abbiamo intenzione di strapazzare il pedale in questione o se ci accontenteremo di un uso più soft o meno frequente.

Ricapitolando:


Cos’è una patch?

Sulla parte superiore della nostra macchinetta made in Japan vi sono una serie di manopoline, altrimenti definite spippoli dai più accademici tra voi che, insieme ai vari display equamente distribuiti sulla G5n, ci permettono di assumerne il controllo. Cosa sono e a cosa servono sia gli spippoli che i display è un arcano che sveleremo di seguito. Prima però stabiliamo un concetto. La G5n è provvista da un numero spropositato di effetti per chitarra, alcuni dei quali non userete mai e che simulano famosi pedali in maniera a volte egregia a volte no. Vi sono altresì un gran numero di finti amplificatori (non me ne abbia l’ingegnere giapponese che alberga dentro ciascuno di voi, sono fatti bene hanno quasi tutti una ottima resa ma pur sempre simulatori sono). La G5n incamera anche un gran numero di cabinet (simulatori di casse acustiche, ndr), di pedali d’espressione (wha, whammy ecc.), un paio di loop station e una sezione detta Rhythm con tanti ritmi di batteria già pronti all’uso. Tutto quello che dobbiamo fare alla fine è mettere insieme delle belle catene di amplificatore + cassa + effetti e suonare il nostro genere preferito con il nostro bel suono, magari emulando il nostro chitarrista preferito sia nello stile che nei suoni, magari su un bel loop che abbiamo registrato insieme ad una bella base di batteria, oppure con il nostro gruppo in sala prove o su un palco. Ebbene queste catene di ampli, effetti, pedali, loop e ritmi sono le tanto agognate patch. Le patch racchiudono per noi dei suoni già pronti all’uso che possiamo richiamare così come sono, oppure modificare singolarmente usando ogni singola patch come una catena di effetti analogici da accendere e spegnere a piacimento. Per fare questo Zoom ci mette a disposizione un discreto numero di patch già pronte (le patches di casa Zoom non vi faranno impazzire ma per cominciare a spippolare vanno benissimo, ndr).

 

Pedali e Display

Insieme agli spippoli, i display e al pedale laterale dove troneggia la scritta zoom, vi sono una fila di pedali che, come tutto il resto, hanno un ruolo importante relativo alle patches. Nello specifico sul penultimo pedalino a destra vi è la scritta MEMORY/STOMP, che nulla ha a che fare con il vostro materasso in lattice di ultima generazione, ma che ci permette invece selezionare le due principali modalità d’uso della G5n.

 

Quando è selezionato MEMORY ci accorgiamo che su tutti i display unità vi sono delle scritte (numeri e nomi delle patch es. 001|Lead BGN, 002|Phazed ecc.)

E sul display superiore appare l’intera catena di effetti della patch selezionata (la patch selezionata avrà la scritta scura su fondo chiaro, mentre le altre avranno la scritta chiara su sfondo scuro).

Come faremo a selezionare la patch che ci interessa?

Per questo Senonsai Stattimuto, ingegnere nipponico di madre siciliana, nonché progettista capo della Zoom, ha pensato bene di aggiungere i tasti (bottoni, interruttori a pedale, spippoli, chiamateli come volete) FS1, FS2, FS3 e FS4.

 

Ci basterà quindi premere il pulsante sotto alla patch che più ci aggrada per mandarla in esecuzione e modificare il suono in funzione della nostra scelta.

Alcuni di voi si chiederanno perché hanno dovuto sacrificare la paghetta per mesi e mesi per poter utilizzare solo 4 patch in tutto: Senonsai ha pensato anche a voi. Infatti in modalità MEMORY la nostra ammiraglia digitale ci fa usare 4 patch alla volta e non 4 patch in tutto. Le patch utilizzabili, uomini e donne di poca fede sono difatti 200!

Per passare dalle prime 4 alle 4 successive e a quelle dopo e a quelle dopo ancora, mamma Zoom ci ha fornito anche i pedali SCROLL che ci permettono di scorrazzare avanti e indietro, a gruppi di 4, tra le 200 patch dell G5n. Ogni gruppo di quattro è detto BANK.

Facendo un passo indietro e tornando al pedale MEMORY/STOMP, visto che di MEMORY abbiamo già parlato, la modalità STOMP ci permette di interagire con una singola patch e di modificare in tempo reale la catena esattamente come se si trattasse di una catena di effetti analogici.

Poniamo il caso che abbiate acceso la G5n e l’abbiate collegata al mixer del palco di San Siro dove stasera vi esibirete come supporter dei Metallica. Poniamo il caso che la vostra prima patch della serata si chiami 001|YoSòErMejo. Siete in modalità MEMORY e la scritta 001|YoSòErMejo appare evidenziata sul display, muovete la testa all’indietro per scrollarvi di dosso il lungo ciuffo biondo insieme all’adrenalina che pervade ogni vostra molecola. La folla esulta. Premete con la punta del piede destro il tasto MEMORY/STOMP della G5n. Ora siete in modalità STOMP e sui quattro display appaiono nell’ordine: un distorsore, un altro distorsore, un terzo distorsore (non si sa mai) e un ampli Marshall. Tutte e quattro le lucine sono accese, quindi i tre distorsori e l’ampli sono attivi. Guardate il display in alto, la sequenza è giusta, distortion, distortion, distortion, AmpliMarshall, Cassa Marshall a 2 coni, Delay e Reverber. Guardate meglio e notate che, con lo stesso sistema di evidenziazione chiaro/scuro in uso per le patch, il cabinet Marshall, il delay e il Reverber non sono evidenziati.

Salutate il pubblico con la mano, parte un boato, la folla è in delirio. Con il piede sinistro premete i pedali SCROLL e vi spostate tra gli effetti così come si fa per spostarvi tra le patch, il display superiore vi dice sempre quali sono gli effetti in uso sui 4 display e quali sono gli effetti nascosti. Tutte le lucine sono rosse tranne il Reverber. Era spento e stava quasi per fregarvi, il birichino. Schiacciate il pedale. La lucina si accende. Accanto a lui il delay, in un attimo decidete di partire senza, schiacciate il pedale e la lucina si spegne, lo avete spento. Partite con la lunga intro che farà tremare San Siro ed i cuori dei vostri fans per i prossimi minuti.

Non vorrei svegliarvi troppo bruscamente, ma l’esempio di prima serviva a comprendere la modalità STOMP e l’uso dei pedali SCROLL e FS1, FS2, FS3 e FS4 in tale modalità e non a mandarvi in meditazione trascendentale.

 

Senonsai Stattimuto, sappiatelo, è stato anche un chitarrista di un certo pregio tra gli anni 80 e 90 e tra le spiagge di Zocco e Sualzo sul lago Trasimeno. Aveva un problema, oltre al repertorio unicamente costituito da amene cantilene del Giappone sud-orientale, non riusciva ad accordare la chitarra ad orecchio. Pertanto la sua formazione musicale prevede da sempre l’imprescindibile possesso di un accordatore a seguito.

Per questo motivo, lui ci teneva tanto, sulla Zoom accordare è un attimo. Congegnato come il tasto “Panic” del karaoke il primo pedale a sinistra, quello con la scritta TUNER, se viene premuto per sbaglio vi lascia una chitarra muta tra le braccia e una frustrazione che galoppa verso i lidi sicuri di Sualzo e Zocco. Ma, (Senonsai Staimuto sei un mito) questa condizione è modificabile a piacimento e si può fare in modo che una volta premuto il pedale TUNER l’audio non venga zittito di botto (Vedremo come configurare quando parleremo della manopola relativa).

Sta di fatto che la pressione sul pedale TUNER ci permette di accordare subito. Dopo la pressione appare sul display superiore la lettera relativa alla corda che state pizzicando e la sua intonazione con le freccettine canoniche che vi indicheranno se siete calanti, accordati o eccedenti. Tutti i parametri sono modificabili a piacimento, ma vedremo come si fa appena arriviamo alle spiegazioni della magica manopola PUSH ed al tasto MENU.


Spippoli parte uno

Mettiamola così, il vostro tastierista è un antipatico. In sala prove, nei locali, nelle feste, in pratica tutte le volte che può si spara il volume a mille. Lo so, lo so, glielo avete detto un milione di volte, almeno durante i soli di chitarra calati il volume… bastardo. Ma lui niente. Fa il check che sembra un agnellino quasi vi impietosisce, rimanete col dubbio: e se poi si sente piano? I tappeti di tastiere sono importanti.

I tappeti, appunto non i millemila watt che vi para davanti.

Ebbene amici la Zoom G5n ha quello che fa per voi. In alto a destra, vicino alla lucina con la scritta PEDAL (vedremo in seguito cos’è) c’è una manopolina con una scritta alla base: MASTER LEVEL.

Iniziate a sbavare, lo so. La prossima prova, il prossimo concerto live, insomma appena lo beccate, lasciatevi fare prima i complimenti per il nuovo giocattolo che avete comprato, annuite, inserite ogni Jack al proprio posto, mettete la manopola del MASTER a ore 9 e lasciategli fare finta di regolare il suo volume. Quando vi sarete accertati che il pestatasti è ormai impossibilitato, perché avete cominciato a suonare e lui è lontano dal mixer, ruotate con enorme godimento la manopola del MASTER in senso orario. Basta poco è sensibilissima e il vostro atavico nemico non vi acchiapperà più.

 

Vi sono, in verità altre due graziose manopoline spippolatrici. Una con la scritta BOOST che regala volume e un suono leggermente più “frizzante” così come farebbe un booster valvolare, enfatizzando alcune frequenze: provare per credere. L’altra manopolina, TONE, aumenta e diminuisce le frequenze medio alte. Se dopo aver tramortito il vostro tastierista non siete soddisfatti del danno ai timpani che gli avete procurato e volete intervenire su tutte le frequenze rimastegli intatte, vi basterà ruotare questo spippolo per dare al suono una timbrica più o meno tagliente e lasciare che sia un chirurgo otorino-laringoiatra a spiegargli che la musica ad alto volume, prima o poi, sarà responsabile di danni irreversibili all’udito.


Spippoli parte due


Sotto ad ogni display piccolo ci sono 4 manopoline che nella modalità MEMORY fingono indifferenza a qualsiasi rotazione vogliate sottoporli. Nella modalità STOMP, come abbiamo visto, ad ogni display è associato uno degli effetti della patch ed ogni interruttore a pedale FS serve ad accendere e spegnere tale effetto. Le quattro manopoline servono a regolare i parametri dell’effetto associato al display corrispondente. Se avete avuto tra le mani un qualsiasi effetto analogico, ad esempio un overdrive, un distorsore o un chorus sapete già che queste simpatiche scatolette vi danno la possibilità di interagire con i loro parametri attraverso dei potenziometri simili alle manopoline della G5n. Tramite questi quattro spippoli potrete alzare il volume del distorsore che avrete scelto, manipolare i bassi, alti e medi dell’amplificatore che avete piazzato nella vostra patch e sbizzarrirvi nelle regolazioni ciascun effetto in tempo reale.

 

Spippoli parte tre

Ma come faremo a cambiare effetto, amplificatore, pedale eccetera, eccetera, eccetera?

Non lo so. Anzi non lo sapevo fino a poco tempo fa, quando per puro caso sul lago Trasimeno ho incontrato il cugino di un amico del cognato della sorellastra di Senonsai Stattimuto. L’ingegnere capo del progetto G5n aveva confidato da poco alla sorellastra di avere in usato un sistema pratico e veloce e, soprattutto, intuitivo per gli utenti finali della nuova pedaliera di casa zoom, che consentiva di cambiare un effetto con un altro in maniera rapida, intuitiva e forse funzionale. L’idea di base è che per ciascun effetto che visualizziamo su uno dei 4 display unità, insieme al fatto che si possono modificare velocemente i parametri con le manopoline relative e che questi si possa accendere e spegnere a piacimento con l’interruttore a pedale FS posto sotto, ci sia anche la possibilità di sostituire l’effetto con un altro semplicemente premendo un pulsantino posto sopra il display. Il pulsantino, o meglio i pulsantini denominati “type” permettono di navigare tra tutti gli effetti presenti sulla G5n premendo il pulsantino type di destra (a forma di freccetta) si sostituirà l’effetto corrente con quello precedente nel corposo database di effetti della G5n (68 ad oggi), mentre premendo la freccetta a sinistra si scorrerà verso l’effetto successivo.

Gli effetti della nostra pedaliera sono racchiusi in una sorta di contenitori più grandi dentro cui sono sistemati tutti gli effetti dello stesso tipo in una precisa categoria. Amplificatori, cabinet, drive, effetti di modulazione, filtri, reverberi, delay, pedali e anche la sezione ritmica sono tutte categorie accessibili velocemente semplicemente premendo contemporaneamente i due tasti type. Ad esempio mettiamo che il chorus che avevate scelto non vi piaccia più e volete provarne un altro, vi basta premere uno dei due “type” per cambiare effetto ed inserire quello precedente o quello successivo nella vostra patch. Se invece non è più un chorus quello che vi serve ma un delay, allora dovrete premere entrambe i pulsantini “type” scorrendo i “contenitori” fino a che comparirà la scritta DELAY e avrete a disposizione l’intera sfilza di delay presente sulla G5n e potrete scegliere quello che vi piace di più.


I “contenitori” della Zoom g5n entro i quali sono racchiusi e sistemati tutti gli effetti sono i seguenti:

·        Dynamics (compressori)

·        Filter (Equalizzatori, autowha, ecc.)

·        Drive (Distorsori, Boost ecc.)

·        Modulation(Chorus, Flanger,Octave ecc.)

·        SFX (Bomber e Autopan)

·        Delay (Analog delay, P-P delay, ecc.)

·        Reverb (Vari tipi di reverber)

·        Pedal ( tutti gli effetti associabili al pedale)

·        Rhythm-Looper (Looper mono/stereo, ritmi di batteria)

·        Amp (Simulazioni di Amplificator

 ·        Cabinet (Simulazioni di Casse acustiche)


Spippoli parte quattro, il PUSH.

Il principe di tutti gli spippoli, il signore delle manopole sulla G5n è però il tasto PUSH.

Questo tasto in modalità STOMP modifica la visualizzazione dei 4 display dove vengono visualizzati gli effetti, rendendo visibile, così come nelle figure successive, la raffigurazione stilizzata (un disegnino, per intenderci) del’effetto, oppure i suoi parametri

Ma lo spippolo PUSH sa fare molto di più.

Se siamo in modalità MEMORY e premiamo il tasto MENU,

Il display principale assumerà questa schermata.

Ci basterà ruotare la manopola PUSH per selezionare la lista di possibilità offerte dallo spippolone magico di casa Zoom.

Ad esempio sono in studio con Vasco Rossi e dopo una lunga sessione di registrazione il Blasco mi chiede di aggiunger un Flanger al suono che abbiamo creato per il suo ultimo pezzo. Niente di più facile. La mia patch si chiama 002|OggiSuonoConVasco. La seleziono premo lo spippolone PUSH ed inizio a ruotarlo fino a posizionarmi su “ADD”, a quel punto premo PUSH ed ecco apparire tutti gli effetti della mia patch. Ruotando sempre lo stesso spippolone aggiungo uno spazio dove verrà inserito il mio flanger. Mi porto sul display inferiore dove è comparsa la linea orizzontale che indica uno slot per la mia patch e, con i tasti TYPE cerco il mio flanger. Ci ho messo meno di 20 secondi, regolo il flanger secondo i parametri che preferisco usando le quattro manopole sotto il display di pertinenza. Il gioco è fatto e Vasco è contento.

Viceversa Vasco mi chiede a che serve quello stupido flanger che avevamo messo sulla patch 002|OggiSuonoConVasco. Allora premo PUSH, ruoto fino a selezionare DELETE (ha l’icona del cestino che manco un deficiente potrebbe sbagliare), premo PUSH e la zoommettina mi mostra l’intero manipolo di effetti della mia patch. Ruoto fino a trovare il flanger in questione e premo PUSH. Il sistema mi chiede se sono sicuro, premo PUSH e lo mando a quel paese. Certo che sono sicuro me lo ha chiesto Vasco Rossi.

Potrei anche decidere di posizionare un effetto in una posizione diversa rispetto a quella a cui lo avevo assegnato in precedenza. Che faccio telefono a S. Stattimuto? Smonto la pedaliera e cerco di capire dove si trova fisicamente quel delay che volevo spostare?

Niente di tutto questo!

Come sopra premo PUSH ruoto fino a posizionarmi su CHAIN (icona a forma di due effetti con freccettina), premo ancora PUSH, compare la manina di Senonsai Stattimuto, ruoto PUSH fino a posizionare la manina sull’effetto a cui cambierò posizione, premo PUSH acchiappando virtualmente l’icona dell’effetto che mi interessa e ruoto fino a piazzare il mio pedale virtuale dove mi piace che stia. Premo PUSH e ho finito. Se mi chiede se sono sicuro lo fa solo per parlare del più e del meno. Sa benissimo che sono un tipo sicuro dei fatti suoi.

Ma le funzionalità di PUSH e MENU non finiscono mica qui. Senonsai si è proprio sbizzarrito con questo spippolo.

Ogni patch ha tre caratteristiche univoche.

1)     La catena di effetti che la compongono

2)     Il volume d’uscita

3)     Il nome.

Abbiamo visto come manipolare la catena aggiungendo, spostando ed eliminando gli effetti. Abbiamo visto come modificare ogni singolo effetto attraverso i suoi parametri con le 4 manopoline relative al display. A questo punto ci tocca scoprire come modificare il volume d’uscita di ogni singola patch. Fermo restando che il master volume regola il volume di tutte le patch e che quindi alza o abbassa contemporaneamente il volume a tutto quello che esce dalla vostra G5n. È possibile però intervenire su ogni singola patch per modificarne singolarmente il volume d’uscita.

Premendo MENU e posizionandosi su PATCH avremo a disposizione 2 parametri. Il primo è LEVEL, premete PUSH e ruotate a piacimento, il livello si abbassa e si alza a seconda del senso di rotazione. Notate che LEVEL è il volume della patch intera e non c’entra con il volume degli singoli effetti, sui quali potrete ulteriormente agire per modificare il volume.

Se volete dare ad ognuna delle vostre patch dei nomi che le identificano in maniera univoca è sempre dal sottomenu PATCH che dovrete intervenire. AL solito premete MENU, ruotate fino a PATCH, premete, selezionate il carattere che vi interessa inserire/modificare e premete per conferma.

Con lo stesso sistema MENU->PUSH->ruota, ora cha abbiamo capito come funziona (spero), è possibile modificare la posizione di una patch con SAVE e scambiare di posto due patch con SWAP.

Il menu SETUP accessibile sempre da MENU e rotazione di PUSH, ci consente di:

·        Attivare disattivare il pedale esterno da SETUP ->EXT PDL

·        Attivare o disattivare da SETUP-> PRESEL la funzione che ci permette di spostarci tra le patch con i pedali SCROLL mantenendo attiva la patch in uso fino a quando non premiamo l’interruttore a pedale FS per attivarne un’altra.

·        attivare o disattivare il salvataggio automatico tramite SYSTEM->AUTO SAVE in modo che ci chieda se salvare le modifiche alle nostre patch anziché fare tutto in automatico.

·        Attivare o disattivare la modalità eco, che spegne la G5n dopo 10 ore di inattività, tramite SYSTEM->eco

·        Regolare il contrasto dei quattro display da SETUP->LCD-CNTRST

Tramite Menu->PUSH ruotando la rotellina-spippolo e posizionandosi su TUNER potremo modificarne diversi parametri.

·        OUTPUT->BYPASS vedo il tuner sul display principale, attivo l’accordatore, sento il suono della chitarra ma disattivo tutti gli effetti

·        OUTPUT->MUTE (default) vedo il tuner sul display principale ma disattivo tutti i suoni

·        OUTPUT->EFFECT vedo il tuner sul display principale e sento l’intera patch

·        CALIBRATION ci consente di modificare la gamma di frequenze del tuner da 435 a 445

·        TYPE ci permette di utilizzare diversi tipi di accordatura. GUITAR (accordatura standard E,A,D,G,B,E) ; CHROMATIC; OPEN A; OPEN G; OPEN D; OPEN E; oppure DADGAD (sarebbe la standard con i due MI abbassati di un tono).

Dopo avere rivoltato dentro e fuori la nostra G5n (fermo restando che tutto quello che riguarda gli effetti e le simulazioni farà parte di una guida a parte), potremmo decidere di registrare qualcosa tramite PC o Mac.

Senonsai Stattimuto ci ha riflettuto a lungo e, alla fine è arrivato ad una conclusione: è tardi vado a letto.

Il giorno successivo, dopo una ricca colazione a base di schifezze orientali e pesce crudo è arrivata la soluzione. La G5n avrebbe avuto una scheda audio integrata e sarebbe stata in grado di interagire con qualsiasi computer. Messosi all’opera ha dotato la nostra beneamata pedaliera digitale di una scheda audio a 16 bit che si interfaccia tramite USB con qualsiasi DAW. Qualcuno non sa cos’è un Daw? Mai sentito parlare di Audacity, Reaper, Cubase? No?

Copio, incollo e vi rimando alla definizione di “DAW” direttamente da wikipedia.

Una digital audio workstation (DAW) è un sistema elettronico progettato per la registrazione, il montaggio e la riproduzione dell'audio digitale. Una caratteristica fondamentale delle DAW è la capacità di manipolare liberamente i suoni, allo stesso modo di un programma di videoscrittura che modifica le parole.

Scrivo inoltre, per i meno smaliziati, che collegando la G5n al vostro PC e scaricando e installando i driver dal sito della Zoom oppure (meglio) i Driver4all (basta googlare driver4all scaricare e installare), potrete utilizzare la Zoom per registrare direttamente sul DAW tutte le vostre scorrerie chitarristiche in men che non si dica.

La porta Usb posta dietro alla pedaliera (vedi pag. 10) serve anche a questo.  Una volta in possesso dei driver, di uno dei tanti DAW gratuiti o in prova (Audacity, Reaper ecc.) della vostra G5n collegata tramite cavo usb, vi basterà aprire il DAW (es. Reaper) settare la Zoom come scheda audio e cominciare a registrare il vostro primo album. E, se vi eravate dimenticati del tasto PUSH, ovvero il nostro coltellino svizzero, eccolo rispuntare. Premendo Menù e servendosi dello Spippolone PUSH possiamo difatti modificare l’uscita del segnale della nostra scheda audio integrata tramite MONITOR BALANCE e il dare il Gain che riteniamo adeguato alle nostre registrazioni tramite RECORDING GAIN.

 

Se avete intenzione di usare la G5n come interfaccia audio e vi state chiedendo se vale la pena acquistare una scheda audio ulteriore la risposta è… Bò!

Con Zoom G5n avrete un bit rate uguale a 16 bit e una frequenza di campionamento di 44.1 kHz. Ovvero il minimo indispensabile, o quasi, per registrare un file wav decente. Oggi la maggior parte delle interfacce audio, anche economiche, hanno come punto di partenza un bit rate pari a 24 bit, almeno un paio di ingressi, di cui uno microfonico, la possibilità di eliminare la latenza lasciandovi ascoltare in diretta ciò che state registrando, volumi separati per ciascun input, uscite per cuffie e salendo di prezzo molto altro. 

In definitiva se le vostre demo sono destinate a voi stessi, oppure ad amici e parenti, va benissimo l’interfaccia audio della Zoom G5n.  Per tutto il resto vi servirà una scheda audio migliore.


Basta Spippoli, ora il pedale

Continua a breve…

 

 


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