
Libero era una persona precisa, estremamente precisa: odiava gli stupidi e gli strafalcioni.
La sua professione lo portava ad essere meticoloso,attento, ad usare il dono che madre natura gli aveva dato con efficacia e precisione. In tanti anni mai un errore. Parliamo di errori veri di quelli di cui pentirsi o dei quali dover dare conto e ragione a qualcun altro. Mai niente.
Le uniche volte che i suoi calcoli, le sue stime ed i suoi sforzi non avevano dato i risultati sperati erano stati gli errori degli altri a mandarlo dentro.
Libero era uno scassinatore!
Lui odiava questo termine, scassinatore era chi era costretto a scardinare, a forzare, ad usare violenza a dei congegni costruiti con estrema precisione. Lui no, non forzava, lui semplicemente apriva ciò che altri avevano chiuso. Mai una volta una serratura, una cassaforte, una qualsiasi barriera frapposta fra gli interessi di Libero e l'esterno ,era uscita malconcia dall'incontro con quest'ultimo. Spesso gli bastava uno sguardo per capire quale tipo di chiave usare per aprire un portone, ed in men che non si dica, quell'apertura era spalancata e pronta ad essere violata dai suoi eventuali complici.
Gli antifurti moderni erano un problema. Subdoli,efficaci in proporzione diretta alle ricchezze del padrone di casa, erano allo stesso tempo stupidi e legati in maniera troppo vincolante all'imbecille di turno che li aveva istallati. Nessun istallatore aveva "il dono" di Libero. Nessun istallatore capiva ad occhio come aprire la scatola magica che racchiudeva il tesoro. Imbecilli. Quella volta che era rimasto due ore con addosso una muta da sub riuscendo ad infinocchiare il sensore termico, o quella volta che un sensore di movimento non aveva rilevato la sua presenza solo perchè aveva strisciato fino alla cassaforte,( una splendida Brigth & o'Neill che si era spalancata come una finestra a primavera), quei sistemi d'allarme efficentissimi erano stati installati da tecnici, si tecnici e basta. Per lavorare nel suo campo non era necessario essere tecnici, bensì "artisti". Ed era stato per colpa di un idiota d'elettricista, che non era riuscito a tarare bene un sensore di movimento, e l'allarme era scattato.
Era appena sgattaiolato fuori, quando un'ape, una stronzissima ape aveva fatto scattare l'allarme mal tarato. Sul cellulare dei Carabinieri che sobbalzava sulla statale piena di buche, diretto alla casa circondariale di Ragusa chiamarsi Libero sembrava quasi una beffa. Lo avrebbero rinchiuso di nuovo e gli avrebbero vietato di usare qualsiasi tipo di utensile. Ogni tanto i secondini avrebbero scommesso tra di loro in quanto tempo Libero riusciva ad aprire un cancello o una porta metallica, troppo lontane dalla libertà per essere importanti per loro. Ma nell'aprire quelle vecchie, rudimentali serrature Libero avrebbe visto l'azzurro del cielo negato e sentito la brezza fredda e umida che viene dal mare in inverno e che ti ricorda che ognuno di noi ha avuto qualcosa in "dono" da madre natura.
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