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giovedì 28 luglio 2011

l'uomo e il cane

In che cosa è diverso l'uomo dagli animali ?
Viene spontaneo pensare all'intelligenza, ma non è forse quest'ultima che ci permette di compiere efferatezze sicuramente indegne della più infima delle specie?
Un animale non escogita nulla a danno dei propri simili, la premeditazione non appartiene regno animale.
 Gli animali quindi sono onesti.
E' giusto pensare quindi che tutte le specie che noi poniamo su un gradino evolutivo diverso dal nostro siano integerrimi fautori delle più elementari regole di convivenza. Il capobranco, il leone alfa, il maschio, la femmina, i cuccioli, il cibo, il territorio...
Semplici le regole e naturale il modo di rispettarle. Nessuno fotte nessuno, unico fine la sopravvivenza.
Quando l'essere che pone se stesso sul gradino più alto della catena alimentare, decide di ingabbiare, chiamandolo “amico”, un animale, riempiendolo di cure ed attenzioni è come se qualcuno di noi venisse affidato alle amorevoli cure di un ergastolano.
L'uomo, amico dell'animale prescelto,  mette a disposizione se stesso, il proprio tempo, il proprio status economico ed infine pone la bestia sullo stesso piano dei propri simili.
Tonnellate di cibo per cani, gatti, uccelli, pesci e tartarughe; centinaia di accessori più o meno utili, gadget, libri e manuali; eserciti di veterinari, toilettatori, psicologi canini e felini, addestratori, pensioni per cani e gatti...
Immensi fiumi di denaro che circuitano attorno ai nostri “amici” a numero variabile di zampe.
Per contro l'uomo, il disonesto, riesce ad infischiarsene di milioni di propri simili che muoiono per fame, guerra, malattie ( queste ultime curabili in alcune zone privilegiate del pianeta e mortali in altre).
Se il tuo cane morde il mio bambino io dovrò adire vie legali per sedare la mia ira e salassare il tuo conto in banca.
E tu amico degli animali mi spiegherai che il tuo cane ha agito perché il bambino non ha rispettato le regole del branco oppure perchè il tuo cane ha avuto una educazione che ha generato in lui delle sofferenze.
Scusatemi ma io queste cose non le capisco. Qualche anno fa, neanche troppi, prima che l'abbondanza ci rendesse ciechi, un cane era un cane e serviva per fare la guardia e per andare a caccia. Il cane mordeva come era normale aspettarsi da una specie che dall'alba dei tempi usa la bocca come arma di difesa/offesa. Era quindi compito dell'uomo tenere a bada quelle stesse bestie che aveva eletto a propri difensori e/o collaboratori ed era compito del cane eseguire un lavoro per cui era stato scelto. Le bastonate educavano il cane secondo il codice prescelto dal padrone (succede ancora oggi in tutti i centri di addestramento) e garantivano un'unica semplice regola: l'uomo, caro cane, non è tuo amico, l'uomo se può sbrana anche i suoi simili, l'uomo è l'unica cosa che devi rispettare a 360 gradi, non fa parte del tuo codice del branco e se decidi di abbaiargli, ringhiargli, o peggio morderlo, sarai punito a bastonate.
Le regole più sono semplici più sono chiare e soprattutto più ci elevano ad un grado più alto  della scala evolutiva .

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