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Pallistrato Collins 3000A.C – 200 D.C (incerto)
Scienziato, filosofo, inventore.
LA VITA
In un periodo compreso tra il tremila
avanti Cristo ed il duecentocinquanta dopo Cristo, in un'area
compresa tra il Tigri, l'Eufrate ed il Tamigi (le innumerevoli ed
autorevoli fonti rendono ancora più incerta la collocazione
storico-geografica esatta) visse Pallistrato.
A lui vengono attribuite molteplici
invenzioni, accurati studi ed esperimenti, nonché diverse opere e
trattati.
Inventore dell'ordine alfabetico, del
senso orario e anti-orario, della fuga tra le piastrelle, della
pennichella, della nota musicale Do, della nota musicale Re e forse
(esistono voci contrarie al riguardo) del Do diesis (che per par
condicio chiamava Re bemolle il martedì, il giovedì e il sabato).
Studioso ante litteram della scienza
dell'alimentazione, stabilì l'ordine esatto dei pasti. Collocando
inequivocabilmente la colazione come primo pasto della giornata e la
cena come pasto serale. Inserì, altresì, un pasto centrale, il
pranzo, che a discrezione dell'affamato poteva essere preceduto e
seguito da altri due pasti leggeri, la seconda colazione e la
merenda.
Negli anni della sua formazione,
durante le lezioni tenute da Pitagora, studiò il quadrato, il
cerchio ed il triangolo, inventando le formine colorate, la paletta
ed il secchiello.
Nel periodo adolescienzale, già
allievo di Aristotele, suonò la lira e la cetra in un gruppo
musicale caro ai giovani nel periodo compreso tra l'anno 1 A.C. e
l'anno 1 D.C , girando il mediterraneo e le città costiere e
facendosi chiamare gli “AC-DC”.
Divenne un abile matematico ed un
acuto astronomo. Nel 700 A.C. (data presunta) inventò il
pallottoliere scientifico (con le palline colorate).
Fu anche un abile stratega. Progettò
il cavallo di Troia e costruì il modellino in scala 100:1,
abbandonandolo poi sulla spiaggia pieno di soldati achei ubriachi:
quella notte aveva inventato l'ubriachezza molesta. Fu sua l'idea di
far attraversare le Alpi agli elefanti di Annibale e per anni tentò
di capire come fare a far passare un cammello dalla cruna di un ago:
inventò la carne liofilizzata.
Studiò come portare a letto la moglie
del suo migliore amico, fu condannato per tentato adulterio ed
esiliato a Creta dove, per un po di tempo, fece il filo alla figlia
del re, Arianna.
Nel 40 D.C (data presunta) inventò la
scatola e ne fece di varie dimensioni e colorazioni. Scrisse il “De
rottura magna”, un trattato sulla rottura delle scatole.
Nel 49 D.C. (data certa ) inventò il
fiammifero ne riempì una scatola di piccole dimensioni e la regalò
all'imperatore romano di quel tempo: Nerone.
Fu amico di Polifemo, inventando per
lui il bastone a strisce bianche e nere ancora oggi usato dai non
vedenti.
Conobbe la maga Circe, con la quale
pare abbia avuto una breve relazione, ed inventò per lei una tenda
circolare capace di contenere un discreto pubblico pagante insieme ad
uno spettacolo, di solito equestre. Il circo, appunto. Alcuni recenti
testimonianze collocano il servizio militare di Pallistrato intorno
al 400 A.C, durante le guerre puniche. Non molto abile con le armi
allietava i commilitoni durante le notti stellate raccontando storie
a sfondo sessuale, aiutandosi con disegni espliciti raffigurati
all'interno di un rettangolo in legno e tela chiamato dapprima "iù"
ed in seguito, per differenziare le varie tipologie di racconti che
era possibile narrare visivamente, "iùporn". Il rapporto
di Pallistrato con l'altro sesso fu spesso tragico e conflittuale.
Non di bell'aspetto veniva puntualmente messo da parte dalle coetanee
fin dai tempi della scuola, i suoi tentativi di approccio, goffi e
maldestri, producevano spesso ilarità facendo sì che il futuro
scienziato si chiudesse in se stesso. Alla soglia degli "anta"
decise di diventare omosessuale, senza successo.
Pare che Pallistrato soffrisse di
alcune rare patologie, come ad esempio il piede piatto anatide
(piatto e a papera) e di alcuni tic di origine neurovegetativa
probabilmente legati agli arti superiori,
LE OPERE
Tutte le sue opere scritte di cui si ha
notizia sono andate distrutte nel rogo della biblioteca di
Alessandria d'Egitto. Luogo in cui pare circolassero parecchie delle
scatoline inventate da Pallistrato che, piene di un'altra sua
invenzione, il fiammifero, andavano molto in voga per le vie ed i
bazaar della acculturata città egiziana. Oltre al già citato “De
Rottura Magna”, Pallistrato scrisse altri trattati . “Il
Grimpiis” trattato sulla natura e l'ambiente; “Nasa” trattato
sullo spazio; “L'Anato” trattato sulle cattive amicizie; Il
“Media Set” e il “Milan” ovvero trattati sulla ricchezza, il
potere e l'impunità. Scrisse inoltre alcune tragedie, tra cui lo
"Schettino", le "Renziadi" e la "Finale di
coppa, Iuve-Real"
LA MORTE E I DISCEPOLI
Anche
sulla fine di Pallistrato, sia la data che le circostanze sono
incerte. Pare che, giunti gli echi delle gesta e delle invenzioni
del grande scienziato alla corte di Cleopatra, quest'ultima abbia
inviato alcune delle sue ancelle per invitarlo alla sua corte.
Pallistrato, indeciso se accettare l'invito o declinare, tergiversò
così a lungo che quando seppe che Cleopatra si era invaghita di
Cesare, di Marcantonio e di alcuni altri nobili alessandrini,
nubiani, greci e cretesi, decise di fondare una setta e dedicarsi
all'ascetismo. Quindi, elaborata una tecnica di approccio porta a
porta, i suoi studi e le sue predicazioni sfociarono nella nascita di
alcune sette che, ramificate nei secoli hanno dato alla luce i
moderni call center della Wind, i piazzisti della Tupperware e i
testimoni di Geova. Alcune testimonianze trovate tra i geroglifici
del museo del Cairo trascritte da alcuni discepoli del maestro
Pallistrato, affermano che fu proprio il suo girovagare in età
avanzata a farlo finire tra le fauci di un ex leone del Colosseo
ormai in pensione.
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