Pagine

lunedì 12 giugno 2017




Estratto da Wikipedia 10/09/2014 (non più disponibile)

Pallistrato Collins 3000A.C – 200 D.C (incerto)

Scienziato, filosofo, inventore.

LA VITA

In un periodo compreso tra il tremila avanti Cristo ed il duecentocinquanta dopo Cristo, in un'area compresa tra il Tigri, l'Eufrate ed il Tamigi (le innumerevoli ed autorevoli fonti rendono ancora più incerta la collocazione storico-geografica esatta) visse Pallistrato.
A lui vengono attribuite molteplici invenzioni, accurati studi ed esperimenti, nonché diverse opere e trattati.
Inventore dell'ordine alfabetico, del senso orario e anti-orario, della fuga tra le piastrelle, della pennichella, della nota musicale Do, della nota musicale Re e forse (esistono voci contrarie al riguardo) del Do diesis (che per par condicio chiamava Re bemolle il martedì, il giovedì e il sabato).
Studioso ante litteram della scienza dell'alimentazione, stabilì l'ordine esatto dei pasti. Collocando inequivocabilmente la colazione come primo pasto della giornata e la cena come pasto serale. Inserì, altresì, un pasto centrale, il pranzo, che a discrezione dell'affamato poteva essere preceduto e seguito da altri due pasti leggeri, la seconda colazione e la merenda.
Negli anni della sua formazione, durante le lezioni tenute da Pitagora, studiò il quadrato, il cerchio ed il triangolo, inventando le formine colorate, la paletta ed il secchiello.
Nel periodo adolescienzale, già allievo di Aristotele, suonò la lira e la cetra in un gruppo musicale caro ai giovani nel periodo compreso tra l'anno 1 A.C. e l'anno 1 D.C , girando il mediterraneo e le città costiere e facendosi chiamare gli “AC-DC”.
Divenne un abile matematico ed un acuto astronomo. Nel 700 A.C. (data presunta) inventò il pallottoliere scientifico (con le palline colorate).
Fu anche un abile stratega. Progettò il cavallo di Troia e costruì il modellino in scala 100:1, abbandonandolo poi sulla spiaggia pieno di soldati achei ubriachi: quella notte aveva inventato l'ubriachezza molesta. Fu sua l'idea di far attraversare le Alpi agli elefanti di Annibale e per anni tentò di capire come fare a far passare un cammello dalla cruna di un ago: inventò la carne liofilizzata.
Studiò come portare a letto la moglie del suo migliore amico, fu condannato per tentato adulterio ed esiliato a Creta dove, per un po di tempo, fece il filo alla figlia del re, Arianna.
Nel 40 D.C (data presunta) inventò la scatola e ne fece di varie dimensioni e colorazioni. Scrisse il “De rottura magna”, un trattato sulla rottura delle scatole.
Nel 49 D.C. (data certa ) inventò il fiammifero ne riempì una scatola di piccole dimensioni e la regalò all'imperatore romano di quel tempo: Nerone.
Fu amico di Polifemo, inventando per lui il bastone a strisce bianche e nere ancora oggi usato dai non vedenti.
Conobbe la maga Circe, con la quale pare abbia avuto una breve relazione, ed inventò per lei una tenda circolare capace di contenere un discreto pubblico pagante insieme ad uno spettacolo, di solito equestre. Il circo, appunto. Alcuni recenti testimonianze collocano il servizio militare di Pallistrato intorno al 400 A.C, durante le guerre puniche. Non molto abile con le armi allietava i commilitoni durante le notti stellate raccontando storie a sfondo sessuale, aiutandosi con disegni espliciti raffigurati all'interno di un rettangolo in legno e tela chiamato dapprima "iù" ed in seguito, per differenziare le varie tipologie di racconti che era possibile narrare visivamente, "iùporn". Il rapporto di Pallistrato con l'altro sesso fu spesso tragico e conflittuale. Non di bell'aspetto veniva puntualmente messo da parte dalle coetanee fin dai tempi della scuola, i suoi tentativi di approccio, goffi e maldestri, producevano spesso ilarità facendo sì che il futuro scienziato si chiudesse in se stesso. Alla soglia degli "anta" decise di diventare omosessuale, senza successo.
Pare che Pallistrato soffrisse di alcune rare patologie, come ad esempio il piede piatto anatide (piatto e a papera) e di alcuni tic di origine neurovegetativa probabilmente legati agli arti superiori,

LE OPERE

Tutte le sue opere scritte di cui si ha notizia sono andate distrutte nel rogo della biblioteca di Alessandria d'Egitto. Luogo in cui pare circolassero parecchie delle scatoline inventate da Pallistrato che, piene di un'altra sua invenzione, il fiammifero, andavano molto in voga per le vie ed i bazaar della acculturata città egiziana. Oltre al già citato “De Rottura Magna”, Pallistrato scrisse altri trattati . “Il Grimpiis” trattato sulla natura e l'ambiente; “Nasa” trattato sullo spazio; “L'Anato” trattato sulle cattive amicizie; Il “Media Set” e il “Milan” ovvero trattati sulla ricchezza, il potere e l'impunità. Scrisse inoltre alcune tragedie, tra cui lo "Schettino", le "Renziadi" e la "Finale di coppa, Iuve-Real"


LA MORTE E I DISCEPOLI

Anche sulla fine di Pallistrato, sia la data che le circostanze sono incerte. Pare che, giunti gli echi delle gesta e delle invenzioni del grande scienziato alla corte di Cleopatra, quest'ultima abbia inviato alcune delle sue ancelle per invitarlo alla sua corte. Pallistrato, indeciso se accettare l'invito o declinare, tergiversò così a lungo che quando seppe che Cleopatra si era invaghita di Cesare, di Marcantonio e di alcuni altri nobili alessandrini, nubiani, greci e cretesi, decise di fondare una setta e dedicarsi all'ascetismo. Quindi, elaborata una tecnica di approccio porta a porta, i suoi studi e le sue predicazioni sfociarono nella nascita di alcune sette che, ramificate nei secoli hanno dato alla luce i moderni call center della Wind, i piazzisti della Tupperware e i testimoni di Geova. Alcune testimonianze trovate tra i geroglifici del museo del Cairo trascritte da alcuni discepoli del maestro Pallistrato, affermano che fu proprio il suo girovagare in età avanzata a farlo finire tra le fauci di un ex leone del Colosseo ormai in pensione.

Nessun commento: