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domenica 1 febbraio 2009

Libero:Collaborazioni(3)

...«Perché lo viene a dire a me» rispose lo scassinatore cercando di tenere un tono di voce il più normale possibile e tornando a sedere suo malgrado.

«Perché sei l'unico che può entrare e uscire da questo posto senza problemi.»

«La ringrazio per la stima, ma di solito chi fa questo tipo di cose finisce dentro, per un bel po', e grazie alle sue amorevoli ricerche.»

Il commissario alzò entrambi le mani.

«Aspetta, Libero aspetta, ti sto proponendo di fare un lavoro per me, io so chi sei e cosa fai; tu sai chi sono, cosa faccio, e come lo faccio. Stavolta io ho bisogno di una mano. Mettiamola così, a me serve un consulente per un sopralluogo... »

Il cameriere si avvicinò al tavolo, Libero lo riconobbe come qualcuno che aveva già visto in carcere.

Il commissario aspettò che posasse i due caffè sul tavolo e, appena il cameriere si fu allontanato, continuò: «Vedi Libero tu ed io stiamo ai due estremi della stessa barricata, tu hai le tue regole io ho le mie. Io faccio il commissario, tu fai lo scassinatore... »

Alzò l'indice per smorzare l'animoso intervento del suo interlocutore, che non sembrava d'accordo, e proseguì .

«A volte far rispettare la legge vuol dire infrangere alcune norme del codice penale per far sì che qualche criminale finisca dove gli compete: in galera. Tu dal canto tuo infrangi la legge come e quando puoi, ma rispetti le stesse regole che rispetto io. Il tizio che possiede questa villa non è un ladro, credimi questo è una carogna. Una carogna estremamente furba che si destreggia in modo attento nelle fogne dove cura i suoi traffici. Se mi muovo secondo le normali procedure d'indagine non arriverò mai a niente, devo entrare in casa sua non posso aspettare nessun giudice e nessun mandato.»

Lo sguardo del poliziotto si fissò dritto sugli occhi di Libero che presa una tazzina di caffè ne bevve il contenuto a piccoli sorsi e senza zucchero.

«Bambini ?» chiese il ladro.

«Anche» fu l'unica risposta dell'agente.

«Che cosa ci guadagno»

Entrambi sapevano che il cinismo di Libero era solo simulato. Il commissario abbozzò una smorfia che si trasformò in un sorriso.

«Sarai pagato per la consulenza, un assegno che detrarrò dalle spese del commissariato» alzò un sopracciglio «in più chiuderò un occhio su un paio di negozi svaligiati da alcuni tuoi amici, ai quali pare che qualcuno abbia aperto le saracinesche abbassate per la pausa pranzo. Sembrerebbe che uno scassinatore esperto abbia avuto un ruolo importante durante questi colpi.»

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