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martedì 20 maggio 2008

A lezione di HTML parte sesta (le Tabelle)


No, non ci eravamo dimenticati di parlare di uno dei pilastri di Internet: le tabelle. Ebbene si, non arricciate il naso avete letto bene, le tabelle. Le tabelle nelle pagine web sono da sempre usate ed abusate per far si che la veste grafica sia gradevole, compatta e ben strutturata. L'unico neo che mi viene in mente, aggirabile in verità, e che le tabelle sono visibili solo quando sono state scaricate per intero (basta quindi suddividere in due o più tabelle i propri contenuti). Ma passiamo alla pratica ecco il tag che ci permette di aprire e chiudere le nostre tabelle.


<table></table>


Questa istruzione però non produrrà alcun risultato in quanto la tabella, in quanto tale, necessita di righe e colonne che inseriremo così;


<table >


<tr>Questa è una riga</tr>


<tr>Questa è la seconda riga</tr>


</table>


Risultato:





Questa è una riga
Questa è la seconda riga 2

Possiamo quindi inserire le colonne in questo modo.


<table ><tr><td>Riga 1 colonna 1</td><td>Riga 1 colonna 2 </td></tr></table>


<tr><td>Riga 2 colonna 1</td><td>Riga2 colonna 2 </td></tr></table>


Risultato:




Riga 1 colonna 1Riga 1 colonna 2
Riga 2 colonna 1Riga2 colonna 2

Il tag <TABLE> ha i seguenti attributi:















border

specifica la larghezza dei bordi di una tabella (in pixel)

cellspacing

specifica la distanza (in pixel) tra una cella e l’altra, oppure tra una cella e il bordo. Di default è un pixel, dunque occorrerà sempre azzerarlo esplicitamente, quando non lo si desideri

cellpadding

indica la distanza tra il contenuto della cella e il bordo. Se il valore viene indicato con un numero intero, la distanza è espressa in pixel; il cellpadding tuttavia può anche essere espresso in percentuale. Di default la distanza è nulla


Con questa sintassi ad esempio si imposta una tabella con bordo di 1 pixel, senza spazio tra le celle e con il contenuto che è distanziato dai bordi della cella di 10 pixel:


<table width="75%" border="1" cellpadding="10" cellspacing="0">


la proprietà "75%" può essere sostituita con il numero di pixel che si desidera ad es.


<table width="350" border="1" cellpadding="10" cellspacing="0"> ci restituirà una tabella larga 350 pixel


lo stesso dicasi per l'attributo HEIGTH= "45% " o se preferite HEIGTH= "400 "( delimiterete l'altezza o in pixel o in percentuale a seconda delle vostre esigenze).


Altri attributi del tag <TABLE>


background=filename imposta l'immagine di sfondo della tabella


bgcolor=#rrggbb imposta il colore di sfondo


bordercolor=#rrggbb imposta il colore del bordo


bordercolordark=#rrggbb colore ombra del bordo


frame=void -> elimina tutti i bordi esterni

frame=above ->
mostra il bordo solo in alto

frame=below ->
mostra il bordo solo in basso

frame=lhs ->
mostra il bordo solo sul lato sinistro

frame=rhs ->
mostra il bordo solo sul lato destro

frame=hsides ->
mostra il bordo solo sui lati orizzontali

frame=vsides ->
mostra il bordo solo sui lati verticali

frame=box
-> mostra il bordo su tutti i lati


Per l'allineamento orizzontale useremo questa sintassi:


<TABLE ALIGN="valore">......</TD>


dove ALIGN può assumere i valori left (predefinito), center e right.


I tag <TR> e <TD> rispecchiano quasi gli stessi attributi del <TABLE> e quì vi invito a costruire le vostre tabelle e sperimentare quello che spero essere riuscito a trasmettervi.


Alcuni attributi però sono specifici, faccio un esempio di allineamento verticale dei contenuti di una cella :


<TD VALIGN="valore">......</TD>


dove VALIGN può assumere quattro differenti valori:

- top: allineamento al margine superiore della cella;

- middle (predefinito): allineamento al centro dell'altezza della cella;

- bottom: allineamento al margine inferiore della cella;

- baseline il contenuto della cella si allinea alla base della prima riga di testo delle celle adiacenti.


un altro attributo proprio del <TD> è il NOWRAP che impedisce l'interruzione di riga, anche se il contenuto della cella è più grande della finestra del browser.


Chiudo con le ultime, ma utilissime, proprietà reletive al tag

<TD>


e cioè


COLSPAN = numero di colonne x riga


ROWSPAN= numero di righe per colonna


Esempio


<table border="1">


<tr><td rowspan="3">Esempio rowspan</td><td colspan =3>Esempio colspan</td></tr>


<tr><td>Classico</td> <td>Esempio</td> <td>di</td> </tr>


<tr><td>uso</td> <td>delle </td> <td>Tabelle</td> </tr>


</table>


Risultato nel browser










Esempio rowspanEsempio colspan
Classico Esempio di
uso delle Tabelle

<< precedente


<< successivo

lunedì 19 maggio 2008

Libero: paura al quarto piano


Tirando la manica della felpa, in modo da interporre una barriera tra le sue impronte digitali ed il pulsante di plastica, Libero suonò il campanello. Il driin , perfettamente consono al quartiere ed al ceto sociale del proprietario del lussuoso appartamento, dopo qualche istante produsse l’effetto desiderato. Il portoncino di noce, e chissà quale altra barriera blindata, si socchiuse lasciando intravvedere il volto grassoccio di una donna bassa di statura, di taglia abbondante e di inequivocabile origine asiatica. Con un sorriso degno della più scalcinata soap opera, sventolando l’involucro di cellophane, l’uomo, fermo sulla porta, esclamò: -“Elenco del telefono”- altro sorriso, degno del primo ed infinitesima parte di tutto un repertorio di smorfie affinate in anni di carriera –“mi da indietro quello vecchio che le lascio questo?”-. Nel frattempo aveva preso a sventolare la raccolta cartacea di tutti i nomi, cognomi e numeri di telefono dell’anno prima, con le cifre dell’anno opportunamente occultate dalla cartolina appiccicata la sera precedente e che ne identificava il possessore nella stessa persona segnata sulla targhetta di ottone posta sopra il campanello. La collaboratrice domestica realizzò che la celerità avrebbe giovato a tutti e due, alzò gli occhi mimando una sorta di concentrazione trascendentale e, appena raggiunto il vecchio elenco del telefono con l’immaginazione, lasciò l’apertura socchiusa e si recò verso la fonte delle sue ricerche. Si udì anche un discreto vociare. La padrona di casa non era uscita quella mattina e, con ogni probabilità chiedeva di cosa si trattasse. Mentre le due donne in casa si scambiavano indicazioni, Libero tirò fuori dalla bocca una mezza chewing-gum alla quale attaccò la stagnola dell’incarto che aveva conservato. Passando le dita sulla parte superiore della porta ne tocco una sporgenza: il contatto elettromagnetico dell’antifurto. Appiccicò la gomma da masticare sul contatto e premette sulla stagnola, usando lo stesso stratagemma della manica della felpa che aveva usato in precedenza. Riuscì a dare anche un’occhiata rapida ma “professionale” all’ingresso della casa non appena la donna di servizio tornò con il “libro dei nomi di telefono”.Porse la finta nuova copia e, con ostentata efficienza, fece apporre una firma alla esotica cameriera su un elenco di finti nomi e finte firme. Quindi, dopo aver salutato con un nuovo sorriso al latte e miele, attese che il portoncino blindato schioccasse sulla serratura e se ne andò.
Quella sera i signori Scucces-Vella provarono più volte ad inserire il sistema d’allarme ma ad ogni tentativo, e senza spiegazioni, le sirene partivano con il loro assordante latrato. A nulla valsero le telefonate alla azienda che si occupava della manutenzione. Il tecnico di turno era impegnato presso il sistema d’allarme di una banca che aveva dato i numeri e quindi nessuno poteva aiutarli. Provarono a telefonare alla domestica ma nessuno rispondeva. I coniugi non potevano assolutamente mancare al concerto di quella sera su questo punto non si transigeva. Decisero di andare, del sistema d’allarme per quella sera avrebbero fatto a meno. Poco prima di uscire il marito riempì una bacinella di metallo piena d’acqua e la lasciò vicino alla porta d’ingresso.
Libero era un uomo sui quaranta, alto poco più, secondo lui, poco meno, secondo tutti quelli che lo conoscevano, di un metro e settanta. Aveva una spiccata tendenza verso la pinguedine ed una eccipiente calvizie che celava rasandosi il cranio; quella sera indossava una cuffia di lana che gli prudeva in maniera insopportabile e dei calzoni ed un giubbotto di tela di due taglie più grandi. Appena vide girare l’angolo alla Mercedes degli Scucces-Vella diede un’occhiata in giro e si incamminò verso il portone del palazzo che aveva presidiato nelle ore precedenti. Con fare noncurante tirò fuori dalla tasca un mazzo di chiavi, ne scelse una e la infilò nella serratura del portone. Agli occhi degli eventuali passanti l’impressione sarebbe stata quella di un uomo alle prese con la serratura di casa sua e nessuno, se qualcuno fosse passato in quel momento,si sarebbe accorto di come la sua mano esperta dava gli aggiustamenti necessari alla traiettoria della chiave mentre ruotava in senso orario dentro la toppa del portone in alluminio e vetro. Appena nell’androne del palazzo l’uomo in nero si diresse con passo deciso verso l’ascensore. Non aveva notato telecamere durante i suoi sopralluoghi precedenti, se mai ce ne fossero state la cuffia abbassata fino alle sopracciglia, la taglia più che abbondante e la testa bassa sarebbero state sufficienti. I pulsanti dell’ascensore si accesero e si spensero, uno dopo l’altro e, quando la porta scorrevole scivolò da un lato il portoncino blindato gli si parò davanti : l’ ultima barriera. Mentre infilava la chiave nel portoncino gli venne da pensare a Gengis Kan e a come, semplicemente aggirandolo, era riuscito a oltrepassare la più grande barriera che l’uomo avesso mai eretto contro i propri simili. Lo schiocco della serratura lo riportò al quarto piano del numero 34 di via Cavour.
continua...

giovedì 8 maggio 2008

A lezione di HTML (parte quinta)


Gli Elenchi


Abbiamo parlato di testo nel post precedente, ora, un discorso a parte è necessario per gli elenchi.


Una nota doverosa va fatta nei confronti dei fogli di stile o CSS, dei quali non abbiamo ancora parlato, e per i quali spero di poter fare un discorso a parte nelle prossime puntate.


Per ora ci basti sapere che, visto che ci stiamo occupando di solo e puro HTML, non stiamo attingendo ad una risorsa molto utile quanto necesaria nella costruzione di pagine web.


Torniamo a noi e per prima cosa ci occupiamo di elenchi non ordinati:


Per elenchi non ordinati intendiamo gli elenchi che non hanno un numeratore letterale o numerico ma solo un simbolo (cerchio, cerchio vuoto o quadrato).



<ul type="disc">

<li>primo</li>

<li>secondo</li>

<li>terzo</li>


<li>quarto</li>

</ul>




  • primo

  • secondo

  • terzo

  • quarto









<ul type="square">

<li>primo</li>

<li>secondo</li>

<li>terzo</li>


<li>quarto</li>

</ul>




  • primo

  • secondo

  • terzo

  • quarto










<ul type="circle">

<li>primo</li>

<li>secondo</li>

<li>terzo</li>


<li>quarto</li>

</ul>




  • primo

  • secondo

  • terzo

  • quarto






Attributi:

type="disc" (disco solido)

type="circle" (cerchietto)

type="square" (quadrato)










Passiamo agli Elenchi ordinati.


Gli elenchi ordinati sono elenchi che hanno i numeratori con una numerazione o cadenza letteraria che indica una precedenza (12345... oppure abcdef... oppure I II III IV V....)





<ol type="1" start="8">

<li>primo</li>


<li>secondo</li>

<li>terzo</li>

<li>quarto</li>

<li value="74">quinto</li>

<li>sesto</li>


</ol>




  1. primo

  2. secondo

  3. terzo

  4. quarto

  5. quinto

  6. sesto




Attributi:

type="A" lettere maiuscole.

type="a" lettere minuscole.

type="I" numeri romani.

type="i" numeri romani minuscoli.


type="1" numeri.

start=" " Indica da quale lettera o numero deve partire l'elenco.

value=" " Indica la lettera o il numero della voce dell'elenco dove è inserito. Il valore successivo riprendera a contare dal valore indicato da questo parametro (vedi esempio).





Occupiamoci quindi di
Elenchi per definizione.


Con 'Elenchi per definizione' indichiamo gli elencchi che hanno per numeratore un termine e successivamente viene immessa una descrizione o del testo che lo riguarda.






<dl>

<dt>primo <dd>Programmazione in vari linguaggi

<dt>secondo <dd>download di immagini

<dt>terzo <dd>grafica


<dt>quarto <dd>comunica

</dl>




primo

Colazione

secondo

Pranzo


terzo

Cena

quarto

Dieta




Gli elenchi possono essera annidati (a loro volta contenere altri elenchi).

Esempio:





<ul type="disc">

<li>primo</li>


<ul type="circle">

<li>primo a</li>

<li>primo b</li>

</ul>

<li>secondo</li>

<li>terzo</li>


</ul>




  • primo


    • primo a

    • primo b



  • secondo

  • terzo








Spero, ancora una volta, di essere stato chiaro.


Alla prossima :-)


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mercoledì 7 maggio 2008

A lezione di HTML (parte quarta)





Il Testo


Adesso parliamo di testo! Mi sembra naturale che una pagina web sia tale con su scritto qualcosa, dalle semplici informazioni ai link che portano ad altre pagine, quindi per prima cosa ci occuperemo di dare "colore" ai nostri testi.

L'istruzione che assegna il colore ad un intero documento và inserita nel tag BODY:


<body text="red">


quindi è perfettamente lecito scrivere


<body bgcolor ="#ffffff" text="#00ffcc">.


Una volta asseggnato il colore del testo ci possiamo occupare della costruzione dei titoli.

Le grandezze previste dall'HTML per i titoli o meglio per gli "heading" sono sei:




<h1> Titolo</h1> (il più grande)

<h2> Titolo</h2>

<h3> Titolo</h3>

<h4> Titolo</h4>

<h5> Titolo</h5>

<h6> Titolo</h6>(il più piccolo)




Tutti i tag H saranno visualizzati in grassetto e lasceranno vuota una riga prima ed una riga dopo il vostro titolo.

Ricapitoliamo:




<HTML>

<Head>

<META name="keywords" Content="libri,manuali,guide,libreria on-line">


<META name="description" content="La mia pagina web">


<META NAME="ROBOTS" CONTENT="FOLLOW,INDEX">


<META name="author" content="Nome Cognome">


<META NAME="GENERATOR" content=">Blocco note di WinXP>


<Title>Esempio di Titolo</Title>

</Head>

<Body>




<h1> Titolo 1</h1>

<h2> Titolo 2</h2>

<h3> Titolo 3</h3>

<h4> Titolo 4</h4>

<h5> Titolo 5</h5>

<h6> Titolo 6</h6>


</Body>

</HTML>

Chiaro? spero di sì.

Chiudiamo il discorso testo con i paragrafi, e quindi il tag <P>.

Il tag <P> non ha bisogno di chiusura (</P> è facoltativo) e può sistemare il testo a vostro piacimento es.:

<P align=center>

<P align=left>

<P align=right>

E' possibile anche assegnare l'allineamento anche alle intestazioni di cui sopra es:

<h1 align="center"></h1>.

Se, come è auspicabile, deciderete di andare a capo ogni tanto basterà aggiungere il tag <br>.

Quindi <P>Ciao amico, come stai?

vi restituirà :


Ciao amico, come stai?


mentre <P>Ciao amico,<br>comestai?

vi restituirà:


Ciao amico,

come stai?


E se per caso desiderate che un testo non, ripeto non vada assolutamente a capo vi basterà inserirlo tra:<NOBR> e </NOBR>.


Il carattere lo decideremo semplicemente con i tag <font></font>

es.: <FONT face="comic sans ms">testo di tipo comic sans</FONT>.

Gli altri attributi di <font> sono il colore <FONT color="valore">, e la dimensione <FONT size="valore"> , vi basti sapere che di default il valore, se non specificato diversamente è 3, ed i valori ammessi vanno da 1 a 7.

Tra i tag <B></B> avremo il grassetto e tra i tag <I></I> il corsivo.

Con la coppia di tag <DIV> e </DIV> si può creare un blocco (contenente testo, immagini e qualunque altra serie di elementi ) di cui è possibile gestire l'allineamento. Difatti il tag <DIV> supporta l'attributo align="allineamento"(di cui abbiamo già parlato)



Con <U></U> avremo il testo sottolineato.




Per barrare un testo:<STRIKE></STRIKE>.


Due coppie di tag come <SUB> e </SUB> e poi, <SUP> e </SUP> si rivelano utili per riproporre in una pagina web sigle particolari quali:


* le formule chimiche.

Esempio: una molecola d'acqua è H2O

ed ecco come si opera: H<SUB>2</SUB>O

* le potenze.

Esempio: 2 elevato 3: 23

ed ecco come si opera: 2<SUP>3</SUP>


Per spezzare un blocco di testo da una immagine o da un altro blocco di testo spesso si ricorre a delle righe orizzontali che è possibile inserire attraverso il tag <HR>.

la lunghezza e la larghezza di questa linea sono rispettivamente definite attraverso i due attributi width="valore" e height="pixel".

Al posto del termine valore si inserisce la larghezza in pixel o in percentuale della larghezza del documento; mentre per regolare lo spessore della linea orizzontale si ricorre all'attributo height="..." il cui valore può essere specificato solo ed esclusivamente in pixel.

Un altro attributo che presenta questo tag è quello che ne regola l'allineamento,il solito align= ecc. ecc.


Buon proseguimento :-)


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venerdì 2 maggio 2008

Libero,professionista


Libero era una persona precisa, estremamente precisa: odiava gli stupidi e gli strafalcioni.
La sua professione lo portava ad essere meticoloso,attento, ad usare il dono che madre natura gli aveva dato con efficacia e precisione. In tanti anni mai un errore. Parliamo di errori veri di quelli di cui pentirsi o dei quali dover dare conto e ragione a qualcun altro. Mai niente.
Le uniche volte che i suoi calcoli, le sue stime ed i suoi sforzi non avevano dato i risultati sperati erano stati gli errori degli altri a mandarlo dentro.
Libero era uno scassinatore!
Lui odiava questo termine, scassinatore era chi era costretto a scardinare, a forzare, ad usare violenza a dei congegni costruiti con estrema precisione. Lui no, non forzava, lui semplicemente apriva ciò che altri avevano chiuso. Mai una volta una serratura, una cassaforte, una qualsiasi barriera frapposta fra gli interessi di Libero e l'esterno ,era uscita malconcia dall'incontro con quest'ultimo. Spesso gli bastava uno sguardo per capire quale tipo di chiave usare per aprire un portone, ed in men che non si dica, quell'apertura era spalancata e pronta ad essere violata dai suoi eventuali complici.
Gli antifurti moderni erano un problema. Subdoli,efficaci in proporzione diretta alle ricchezze del padrone di casa, erano allo stesso tempo stupidi e legati in maniera troppo vincolante all'imbecille di turno che li aveva istallati. Nessun istallatore aveva "il dono" di Libero. Nessun istallatore capiva ad occhio come aprire la scatola magica che racchiudeva il tesoro. Imbecilli. Quella volta che era rimasto due ore con addosso una muta da sub riuscendo ad infinocchiare il sensore termico, o quella volta che un sensore di movimento non aveva rilevato la sua presenza solo perchè aveva strisciato fino alla cassaforte,( una splendida Brigth & o'Neill che si era spalancata come una finestra a primavera), quei sistemi d'allarme efficentissimi erano stati installati da tecnici, si tecnici e basta. Per lavorare nel suo campo non era necessario essere tecnici, bensì "artisti". Ed era stato per colpa di un idiota d'elettricista, che non era riuscito a tarare bene un sensore di movimento, e l'allarme era scattato.
Era appena sgattaiolato fuori, quando un'ape, una stronzissima ape aveva fatto scattare l'allarme mal tarato. Sul cellulare dei Carabinieri che sobbalzava sulla statale piena di buche, diretto alla casa circondariale di Ragusa chiamarsi Libero sembrava quasi una beffa. Lo avrebbero rinchiuso di nuovo e gli avrebbero vietato di usare qualsiasi tipo di utensile. Ogni tanto i secondini avrebbero scommesso tra di loro in quanto tempo Libero riusciva ad aprire un cancello o una porta metallica, troppo lontane dalla libertà per essere importanti per loro. Ma nell'aprire quelle vecchie, rudimentali serrature Libero avrebbe visto l'azzurro del cielo negato e sentito la brezza fredda e umida che viene dal mare in inverno e che ti ricorda che ognuno di noi ha avuto qualcosa in "dono" da madre natura.

giovedì 1 maggio 2008

A lezione di html parte terza i "Meta tag"


Come abbiamo già visto nelle due parti precedenti il contenuto di un documento HTML è compreso all'interno dei marcatori <HTML></HTML> che hanno il compito di aprire e chiudere la vostra pagina web.


I tag <HEAD></HEAD> sono posti subito dopo l'apertura dei tag <HTML> e racchiudono l'intestazione vera e propria del documento, cioè tutte le informazioni necessarie al browser, al Webserver ed ai motori di ricerca.Il tag <head> è il primo elemento letto dal browser e all'interno và inserito il titolo del documento e anche altre informazioni di cui parliamo oggi.


Nella prima parte abbiamo anche visto il tag <TITLE></TITLE> che come già visto si trova all'interno del tag <HEAD>, in quanto fornisce il titolo alla pagina. Il titolo viene di solito visualizzato dai browser nell'intestazione di pagina, in alto a sinistra.



Non abbiamo ancora però accennato ai "META TAG", che non sono dei tag al 50%, bensì delle stringhe di codice che vanno inserite, tra i comandi <HEAD></HEAD> e servono per far individuare ai motori di ricerca l’esistenza delle proprie pagine web sulla rete.

Le "keywords" sono i termini che descrivono il contenuto di una pagina web ad esempio se il sito si occupa libri allora potrebbero essere impostate così:



<META name="keywords" Content="libri,manuali,guide,libreria on-line">


(la virgola serve per dividere i termini gli uni dagli altri)


META name="description" content="Vendita libri on-line">

sarà inveceil titolo che apparira' alla fine della ricerca.


<META NAME="ROBOTS" CONTENT="FOLLOW,INDEX"> Serve per indicizzare le pagine nei motori di ricerca.


Altri tag, che non è indispensabile inserire, sono: <META name="author" content="Nome Cognome">

Questo META tag riguarda l'autore della pagina web.


<META name="GENERATOR" content="Blocco note di WinXP">

Per indicare con che tipo di editor si sono create le pagine.



Riepiloghiamo per maggior chiarezza.


<HTML>


<HEAD>


<META name="keywords" Content=">libri,manuali,guide,libreria on-line">

<META name="description" content="La mia prima pagina web">


<META NAME="ROBOTS" CONTENT="FOLLOW,INDEX">

<META name="author" content="Nome Cognome


<META NAME="GENERATOR" content=">Blocco note di WinXP>


<TITLE>La mia prima home page</TITLE>


</HEAD>


</HTML>

Sper di essere stato chiaro finora, ciao.

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A lezione di html parte seconda (il tag BODY)


Visto che nella prima parte non abbiamo parlato di teoria adesso vi darò qualche pillolina, e vi prometto che lo farò ogni volta, ma con parsimonia.

HTML è l'acronimo di Hypertext Markup Language che vuol dire ("Linguaggio di contrassegno per gli Ipertesti") non è un vero linguaggio di programmazione (come il C, il C++, il Pascal, o il Java) e nemmeno un linguaggio di scripting ( PHP, ASP, PERL, JavaScript).

HTML è più semplicemente un linguaggio a "marcatori" o "tag", come già visto nella prima parte.

Abbiamo visto(approfondiremo in seguito) il tag head, quello title e il tag body. Abbiamo imparato a scrivere una scemenza qualsiasi su una pagina web bianca e... se il bianco non ci piace?

Allora l'istruzione da incorporare nella nostra solita pagina, sarebbe:


<BODY bgcolor="Yellow">

Ciao come stai

</BODY>


Avremo così un bel giallo come colore di sfondo della nostra pagina!



Ai più attenti però non sarà sfuggito un particolare importante, e cioè l'aggiunta di una proprietà al tag Body (nella fattispecie la proprietà 'bgcolor') e l'assegnazione di un attributo alla proprietà stessa.

Brr, mi spiego meglio.

Il tag Body ha diverse proprietà, ad esempio il colore, l'immagine di sfondo, i margini ecc. quindi basterà di volta in volta assegnare l'attributo alla proprietà in questo modo:

< tag proprietà="attributo"> o se preferite <BODY bgcolor="orange>".

E' chiaro che gli attributi non sono solo per il tag Body ma ce ne sono anche e per gli altri tag.

Facciamo però alcuni esempi sempre con il nostro Body.

<BODY bgcolor="#FFFFFF"> vuol dire che il colore di sfondo sarà bianco, e questa è sicuramente una dicitura più corretta, perchè prescinde dalle impostazioni locali del PC in uso ed assegna in maniera inequivocabile il valore esadecimale del colore.Il giallo sarà ad es. #FFFF00; #808080 , sarà grigio; #000000 sarà nero e così via vi basti pensare che una moderna scheda video "parte" da 256 colori.

Un altro esempio di assegnazione di attributo e di proprietà è quello dell'immagine di sfondo

es. <BODY BACKGROUND="sfondo.gif">

dove background è la proprietà che si occupa dello sfondo e sfondo.gif è il vostro file di sfondo (che in questo caso si trova nella stessa cartella della pagina web).

Ovviamente la vostra immagine potrebbe necessitare di un colore di testo diverso dal nero di default, avremo quindi : <BODY BACKGROUND="sfondo.jpg" TEXT="white">.

Sì avete visto bene è possibile accorpare più proprietà, e rispettivi attributi contemporaneamente. Il "white" può, come nel caso precedente, essere sostituito da #FFFFFF.

Penso che per oggi possa bastare

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