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giovedì 26 giugno 2008

Data in italiano con javascript


Ecco un semplice (quasi banale) script che ci permette di ricavare la data di sistema in italiano con javascript senza scomodare nient'altro che il metodo splice().


<html>

<head>

<title>

semplice data in italiano con javascript

</title>

</head>

<body>

<script language="javascript">

data= new Date();

miadata= data.toLocaleString();

document.write ("ciao oggi è : "+miadata.slice(0,(miadata.length -8)));

</script>


</body>

</html>


C.I.P. (copia incolla prova)


Ciao


mercoledì 18 giugno 2008

Libero: COLLABORAZIONI (1)


Il commissario Facchetti, seduto su una delle sedie di plastica piazzate accanto al tavolino del bar Primavera, fumava una sigaretta aspirando il fumo dall'involucro di carta e tabacco e soffiandolo fuori come se dal minuscolo cilindro di cellulosa e foglie rinsecchite fosse possibile risucchiare prima e sputare fuori poi tutti gli affanni della vita terrena. Di sicuro dava l'impressione di apprezzare i rivoli e le volute che gli effetti della combustione producevano per suo conto. I capelli radi, la barba incolta, ed un'aria falsamente dimessa, facevano di lui uno tra i tanti avventori occasionali del bar. Libero lo vide subito, appena girato l'angolo, ed ebbe quasi la stessa reazione che ha la maggior parte delle persone quando si presenta ad un appuntamento col proprio dentista. Il tavolo occupato dal commissario era circondato da altri tavolini di plastica uguali al suo e addobbati da fatiscenti fioriere colme di fiori di plastica dall'aria smunta. Gli avventori dell'antico caffè sul viale sembrava quasi volessero evitare di sedersi gli uni troppo vicino agli altri, ed i tavoli accanto al commissario erano quindi tutti vuoti. Libero si avvicinò al poliziotto con aria sorridente, cercando di esorcizzare il gelo che sentiva percorrergli la spina dorsale. Si sedette tirando prima una sedia da un lato e poi accomodandosi su un'altra. Il movimento che apparve, agli angoli della striscia sottile che delimitava la bocca dell'uomo di legge, fece intuire che quel gran figlio di buona donna, se mai fosse possibile, era quasi contento di rivederlo. Il nuovo arrivato ricambiò il sorriso con un cenno della testa.
«Libero, amico mio» - esordì il commissario - «puntuale come un orologio, cosa prendi?» - . Libero alzando una mano a mo' di diniego rispose: - «Niente grazie» - e nel frattempo infilando l'indice tra il collo ed il colletto della camicia allontanava l'uno dall'altro insieme al senso di oppressione che l'appuntamento gli procurava. Il commissario sorrise di nuovo ed alzando un braccio in direzione del cameriere esclamò - «due caffè grazie» - e protendendosi verso il proprio interlocutore, a voce bassa e con aria complice, spiegò: - «due persone che parlano del più e del meno, che si incontrano in un bar e che non vogliono dare nell'occhio consumano qualcosa insieme» - , l'ultima parola fu sillabata in modo da enfatizzarne il significato. Libero si passò una mano sulla testa accarezzandosi il lucido cranio e stupendosi nel trovare anche questa sua parte del corpo umida e appiccicaticcia.

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Calcolo IMC e Peso Ideale in Javascript (2)


Vedi l'esempiosulla stessa pagina.


Dopo avere creato il form di inserimento dati passiamo allo script vero e proprio (codice che potete copiare ed incollare direttamente).


All'interno dei tag <head></head> scriveremo:



<script language="javascript">


function roundTo(value, decimalpositions)

{


var i = value * Math.pow(10,decimalpositions);


i = Math.round(i); return i / Math.pow(10,decimalpositions);


}/* questa funzioncina serve per gli arrotondamenti, visto che javascript genera un numero osceno di decimali*/


function scrivi ()

{


/* prendiamo i parametri inseriti dall'utente attraverso il form ed assegnamoli come valore alle variabili peso altezza e sesso*/

peso=document.forms["IMC"].peso.value;

altezza= document.forms["IMC"].altezza.value;


h=altezza*altezza;//l'altezza al quadrato

imc=(peso/h)*10000;//formula calcolo IMC

sx=0;//assegno un valore alla variabile sx(sesso)

if (document.forms["IMC"].se[0].checked){sx =100;}



/*se il primo check è stato selezionato sx=100*/

if (document.forms["IMC"].se[1].checked){sx=104;}


/*se il secondo check è stato selezionato sx=104*/

p1=altezza-sx;//

p2=p1*0.05;


pi=p1-p2;


/*la formula per il calcolo del peso ideale [(altezza-100)-5%] per le donne 104 al posto di 100*/



if (peso==""){alert("Cos'è facciamo i furbetti?\n Inserisci il peso!");return;}

if (altezza==""){alert("Inserire altezza prego! \n non ho tempo da perdere io");return;}


if (sx==0){alert("Non dirmi che non sai se sei maschio o femmina?");return;}

/*dopo avere controllato se tutti i campi sono stati compilati arrotondo l'IMC togliendo i decimali(roundTo(imc,0)) e creo un messaggio personalizzato per ogni indice di massa restituito dal calcolo precedente*/


switch (roundTo(imc, 0))

{

case 15:

messaggio= " \n per farti la radiografia basta metterti controluce!";


break;

case 16:

messaggio= " \n mangia, mangia per favore sei sotto-sotto peso!";

break;

case n:

messaggio= " \n scrivi i tuoi messaggi qui ";


break;


default:

messaggio=" a quale specie animale appartieni?";


}/*a questo punto non miresta che passare i parametri ottenuti ad un messagebox*/


alert( "Il tuo indice di massa corporea è : \n "+roundTo(imc, 2)+messaggio +"\n Il tuo peso ideale è di Kg. "+ pi+"\n (chilo più chilo meno!)");


document.forms["IMC"].reset();


/*quindi ripulisco il form*/

}


</script>



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Calcolo IMC e Peso Ideale in Javascript


Ecco un semplice script per calcolare l'indice di massa corporea ed il peso ideale con javascript!


( l'esempio funzionante si trova in basso a destra su questa stessa pagina)


Creiamo un form per l'inserimento dei dati ecco il codice:


<form name=IMC >


<table align=center bgcolor=#FF6600>

<tr><td align=center><strong>Calcolo indice <br> massa corporea <br>e<br>peso ideale </strong></td></tr>


<tr>

<td>Inserisci il tuo peso in Kg.</td>

</tr>

<tr>

<td align=center>


<input type=text name=peso value='' size=4>

</td>

</tr>

<tr>

<td>Inserisci la tua altezza in cm.</td>


</tr>

<tr>

<td align=center >

<input type=text name=altezza value='' size=4>

</td>

</tr>


<tr>

<td align=center >maschio<input type=radio name=se>femmina<input type=radio name=se>

</td>

</tr>

<tr>


<td colspan=2 align=center>

<input type=button name=calcola value=Calcola onClick=scrivi();>

</td>

</tr>

<tr><td><sub>developed by g.nativo</sub></td></tr>


<table>

<form>


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sabato 7 giugno 2008

A lezione di HTML ottava parte (le immagini)


Le immagini


Anche l'occhio vuole la sua parte, quindi cosa c'è di meglio che una bella immagine per valorizzare la nostra pagina web?


Se poi le immagini sono tante meglio no?


No! o meglio sì, ma con cognizione di causa.


Così come abbiamo visto insieme lungo il percorso dedicato all'HTML esistono poche semplici regole che se applicate ci rendono la vita e lo sviluppo di pagine web più semplice e consono alle nostre aspettative.


Le immagini supportate dai browser sono generalmente .jpg, .gif, e .png. Quindi qualsiasi altro formato rischia di non essere visualizzato. Altra nota importante è quella riguardante il peso (in KB) delle vostre graziose fotografie, infatti queste devono necessariamente essere ottimizzate in quanto ancora moltissime persone navigano con i cari vecchi modem analogici a 56 Kbs. Quindi una volta creata, elaborata ed ottimizzata (photoshop, the GIMP, Paint sono programmi che un webmaster dovrebbe saper usare )una foto è pronta per essere inserita nelle nostre pagine web.


Es. <img src="http://miosito/miefoto/miaImmagine.gif">


Si noti che abbiamo inserito un percorso assoluto, qualora l'immagine si fosse trovata nella stessa cartella del file html avremmo potuto omettere l'intero percorso e scrivere quindi <img src="miaImmagine.gif">).


img è il tag per le immagini enon ha bisogno del tag di chiusura


src è l'attributo che specifica il percorso (source) .


Alcune buone abitudini da prendere sono quelle relative alla dimensione e al testo alternativo della nostra immagine.


Es. <img src="Mia Immagine .gif" alt="La mia foto " width="224" height="69">


Con l'attributo alt inseriamo un testo alternativo all'immagine, qualora questa non venga caricata, o da visualizzare durante il caricamento.


Con gli attributi width e heigth diamo al browser la possibilità di conoscere in anticipo le dimensioni della foto ed eviteremo, quindi, il fastidioso caricamento a strisce dell'immagine man mano che viene caricata. Nel caso in cui la spiegazione dell’immaginedovesse essere particolarmente lunga, è possibile espandere la descrizione sintetica - fornita tramite l’attributo "alt" grazie ad un altro attributo: longdesc (long description), che permette di specificare un file con una spiegazione estesa dell’immagine. Ecco la sintassi:


<img src="MiaImmagine.gif" alt="la mia foto " longdesc=“descrizione.html“ width="224" height="69">


Dove descrizione.html sarà un file html dove avremo preventivamente inserito in formato testo una descrizione di ciò che la foto rappresenta.


L'attributo title, così come gia visto per i link ci restituirà una ulteriore descrizione non appena il mouse si sposterà sull'immagine.


Es.<img src="Mia Immagine .gif" alt="La mia foto " width="224" height="69" title="Ciao" >.


Con l'esempio che segue faremo si che la nostra immagine diventi un link, (utile ad esempio se abbiamo costruito l' immagine di un pulsante) e faremo in modo che il collegamento apra una nuova finestra(come già visto nella sezione dedicata ai link)


<a href="http://www.TuoSito.it"

target="_blank">

<img src="Pulsante.gif" width="224" height="69">

</a>


L'attributo border, così come le tabelle definisce il bordo attorno alla immagine e se non si desidera nessun bordo bisognerà specificare scrivendo border="0"


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giovedì 5 giugno 2008

A lezione di HTML (settima parte il link)


Il link


le ancore


La caratteristica forse più importante del web è senza ombra di dubbio data dalla possibilità di "navigare" da una pagina all'altra semplicemente facendo click su una porzione di testo, su una immagine o su quant'altro la fantasia del webmaster abbia avuto modo di frivoleggiare. In una parola l'ipertestualità cioè la capacità di rendere un testo collegato direttamente ad una pagina web o ad una porzione di essa, ha fatto la fortuna di internet.


Nell'HTML questa importante strumento si traduce in due fasi importanti: il contenuto e la risorsa.


Il contenuto è la parte cliccabile del link che deve essere il più esplicativo possibile, sia esso una immagine, un testo o un pulsante.


La risorsa è il documento verso cui il link indirizza l'utente.


Un esempio chiaraficatore di codice HTML potrebbe essere questo.


<a href="http:gianninativo.blogspot.com">Blog di Gianni</a> che ci restituirà:


Blog di Gianni


Come al solito abbiamo il tag di apertura e chiusura in questo caso <a></a> .


La risorsa è il sito web verso cui punta il link (in questo caso http:gianninativo.blogspot.com) e il contenuto che spiega verso cosa si sta indirizzando l'utente è la parte che sta tra i tag <a>Contenuto</a>.


E' importante sapere che a seconda del tipo di file verso cui punta il link il browser si comporterà in manierqa diversa.


Per esempio mentre i file .gif, .jpg, .png verranno visualizzati nel browser, così come gli .html , .pdf, .doc; per i file .zip, .exe verrà chiesto all'utente di scaricarli sul proprio PC.


La sintassi per indirizzare gli utenti verso un indirizzo di posta elettronica sarà:


<a href="mailto:tuaMail@TuoSito.it">

 Mandami una e-mail

</a>.


Le Ancore


Mentre il link punta verso altre risorse sul web l'ancora punta verso la stessa pagina web, anzi per meglio dire verso un preciso punto di essa.


Ecco il codice:


<a name="puntopreciso1">BlaBlaBla…. …</a>


Così ho inizializzato l'indice verso cui punterà il collegamento, ora ecco il collegamento vero e proprio:


<a href="#puntopreciso1">vai a inizio pagina </a> .


Esempio di ancora


Gli Attributi del Link


target .


Tramite questo attributo è possibile far si che il link punti verso una nuova pagina web, facendo si che il contatto con la pagina principale non venga mai perso.


Es.: <a target="_blank" href="http://gianninativo.blogspot.com">visita il mio blog </a>


cioè :visita il mio blog


title


Questo è l'attributo che ci da la possibiltà di inserire un testo esplicativo al nostro link.


Es.<a title="Visita il blog di Gianni Nativo " href="http://gianninativo.blogspot.com">visita il mio blog </a>.


Cioè :visita il mio blog


hreflang


con hreflang si indica la lingua del documento verso cui punta il link. Es. <a hreflang="eng" href="www.blogspot.com" >


accesskey


con accesskey si può impostare se si vuole una scorciatoia da tastiera per il proprio link.


Es. <a href="http://gianninativo.blogspot.com" accesskey="g" target="_blank" >Alt+g+invio e visiti il mio blog </a>


cioè : Alt+g+invio e visiti il mio blog


base


Ad ogni link abbiamo sempre inserito tutto il percorso completo, esistono però due motivi per i quali questa tecnica può essere omessa.


Il primo è che siete assolutamente certi che il documento verso cui state linkando si trova nella stessa cartella della pagina da cui parte il link.


Es. se mi trovo nella cartella WWW.miosito.it/miacartella/mioFile1.html e devo linkare su WWW.miosito.it/miacartella/mioFile2.html mi basterà usare il percorso relativo <a href="mioFile2.html".


Il secondo motivo che ci permette di omettere tutto il percorso (o percorso assoluto) è perchè abbiamo indicato al browser la parte omessa tramite il tag 'base' .


Difatti inserendo tra i tag HEAD questo codice: <base href="http://www.mioSitoWeb.com/miaCartella">


specifico che d’ora in poi tutti i percorsi relativi faranno riferimento al percorso indicato.

Quindi scrivendo nel documento:


<a href="mioFile.html">collegamento al mio file</a>


Sarò sicuro che farà riferimento a:


http://www.mioSito.it/miaCartella/mioFile.html


 


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mercoledì 4 giugno 2008

Libero: paura al quarto piano(parte seconda)


prima parte

Entrò scivolando dietro la porta e richiudendola senza fare rumore.

Accese la speciale torcia a batterie del tipo usato dai minatori o dagli speleologi e fissò l’elastico sul capo. L’ingresso della casa era di forma quadrangolare con due aperture ai lati che portavano, così come Libero aveva scoperto dagli uffici del catasto, ai due lati dell’abitazione della facoltosa famiglia. Si diresse a sinistra verso lo studio. Attraversò un corridoio tappezzato di quadri di ottimo gusto ma di scarso valore, i passi felpati del ladro rimbombavano alle sue orecchie come colpi di cannone. La porta dello studio era la prima a sinistra, lentamente Libero girò la maniglia con le mani inguainate da sottili guanti di lattice. Come il resto della casa lo studio del padrone di casa era arredato splendidamente, il fascio di luce della torcia ruotò più volte disegnando nell’aria cerchi che, almeno negli intenti, avrebbero dovuto far risaltare le eventuali insidie nascoste nello studio del ricco abitante di via Cavour . La cassaforte era un moderno connubio di elettronica e meccanica complessa, un ibrido che, secondo la personale opinione di colui che l’avrebbe aperta di lì a poco, lasciava lo spazio che trovava nella storia delle scatole murarie blindate. Il buio della stanza acuiva i sensi dello scassinatore che anni di esercizio avevano reso ancora più abile se sotto tensione. L’ultimo, quasi impercettibile scatto del sofisticato meccanismo coincise con una goccia di sudore sgorgata dalla tempia e rotolata giù fino alla guancia, dove l’avambraccio scoperto terse d’istinto quell’unica nota fuori posto di un lavoro eseguito impeccabilmente. Non sapeva cosa ci fosse dentro le cartelle di cuoio che tirò fuori dal vano del moderno forziere, ne la cosa gli importava più di tanto, sarebbe stato pagato bene,molto bene, per quel lavoro e tanto bastava. Le tre cartelle in cuoio finemente lavorato e, dal misterioso contenuto, finirono dentro la sacca di tela, assieme ai pochi attrezzi ed al souvenir in oro e brillanti che condivideva la permanenza all’interno dello scrigno da parete appena profanato. Di lì a poco sarebbe arrivata l’euforia che fa perdere la concentrazione e fa combinare i guai, Libero lo sapeva bene, quindi si sforzo di non accelerare nei movimenti e di prendere tutto il tempo necessario per uscire dalla casa e dileguarsi così come aveva pianificato. Riattraversò lo studio chiudendo la porta alle sue spalle, preoccupandosi, ancora una volta di non fare rumore. Le pareti del corridoio illuminate dal fascio di luce che partiva dal centro della sua fronte sembravano allargarsi al suo passaggio e l’apertura ad arco di fronte a lui sembrò quasi schiudersi quando l’attraversò diretto verso l’ultima porta che lo separava dall’esterno.

Raus era un Rotwailer di cinque anni che quasi per caso aveva fatto innamorare di se uno dei figli del Dottor Scucces Vella. Cresciuto come un cucciolo d’appartamento ne aveva, forse, l’indole ma non la stazza ne tantomeno l’istinto. Fu proprio quest’ultimo che lo fece appollaiare davanti alla porta di casa quando, andando a dissetarsi presso la sua bacinella di metallo, sentì nell’aria un odore che non avrebbe dovuto esserci.

Il fascio di luce che colpì il cane lo spinse ad alzarsi minaccioso verso la fonte di quella luce ed all’intruso che, appena udito il ringhio minaccioso si fermò impietrito davanti all’inaspettato pericolo.

L’animale, a differenza dell’uomo, non ebbe la necessità di trovare tra i propri ricordi qualcosa di analogo, o comunque qualcosa che lo aiutasse a valutare la situazione attuale, l’istinto gli passò tutte le informazioni del caso dalla spinta sulle zampe posteriori alle fauci spalancate in aggressiva attesa della preda che di li a poco avrebbe addentato.

L’istinto è sicuramente qualcosa che, per quanto riguarda la quasi totalità degli esseri umani, è andato pressoché perduto a tutto vantaggio dell’intelletto che è riuscito a sopperire il progressivo dissolversi degli istinti primordiali, dei quali, ad un certo punto l’uomo ha deciso di poter fare a meno. L’agire d’istinto ormai non è altro che una risposta poco razionale ad una situazione inaspettata e di disagio. Ed è così che il ladro colto in flagrante dal molosso fece l’unica cosa che la circostanza poco felice gli permetteva di fare:parò entrambi le mani avanti. Raus, il cane che si era scoperto feroce custode della dimora dei suoi padroni, in un misto di adrenalina e antiche pulsioni canine, addentò, mezzo accecato, ciò che aveva davanti mentre il suo slancio faceva sì che l’intero zaino di tela, farcito di cartelle di documenti rubati di fresco, gli si cacciasse tra le fauci.

L’impeto dello scontro fece rotolare per terra il ladro terrorizzato ed il cane ormai impastoiato e con le cinghie della sacca che gli si erano fissate dietro la testa.

In una sorta di spasmodico tossire ed agitare l’enorme testa, il guardiano a quattro zampe cercava inutilmente di disfarsi di ciò che gli impediva di finire il suo lavoro di sentinella. Libero sentiva ancora corrergli lungo la schiena il gelo che lo aveva impietrito davanti alla belva ma, incredulo di fronte allo spiraglio che il fato stava ritagliando per lui, si alzò e con un balzo degno del suo antagonista a quattro zampe raggiunse la porta. La corsa precipitosa lungo le scale niente ebbe a che fare con tutti gli accorgimenti che avevano inorgoglito lo sfortunato malfattore nella prima parte della serata ed il frastuono che scatenò l’ex cucciolo di casa Scucces mise fine a qualsiasi eventuale ripensamento: il colpo era fallito.

Lungo le vie semibuie e poco trafficate che accompagnarono il mesto ritorno di Libero fu uno strano peso ad una tasca della giubba telata ad attirare l’attenzione del frastornato protagonista della disfatta di via Cavour.

Un bracciale tempestato di pietre preziose che, pur sforzandosi lo sfortunato mariuolo non ricordava di avere trasferito all’interno della tasca, era finito non si sa come nel largo giaccone. Il giorno dopo avrebbe scoperto che si trattava di una splendida imitazione dell’originale gioiello che in quel momento si trovava al braccio della proprietaria. Sempre il giorno dopo Libero avrebbe realizzato, insieme al suo ricettatore, che una splendida imitazione è pur sempre meglio di uno splendido niente: qualcosa doveva pur valere.