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martedì 29 aprile 2008

A lezione di HTML


Programmare, difficile?

Se siete quì e se state leggendo questo post vuol dire che comunque la cosa vi intriga e che siete disposti a perdere qualche minuto nel tentativo di capire se si può fare o meno. Quindi voglio darvi una bella notizia: sì, si può fare. E non solo si può fare , ma è anche più facile di quanto si possa pensare.

Incominciare con l'HTML può essere allo stesso tempo un inizio ed uno stimolo per capire come cacchio funziona questo astruso mondo del Faccio_Fare_Al_PC_Quello_Che_Voglio_IO".

HTML

Lesson number ONE


(pronunciatelo in perfetto inglese Oxfordiano altrimenti non imparerete mai a programmare un bel niente)


Bene, lasciamo le premesse del linguaggio a chi ha voglia di approfondire (magari in seguito) e tuffiamoci nella nostra missione.

Immaginate di voler dire ad Internet Explorer (o uno qualsiasi dei suoi parenti browser):"Voglio che tu faccia apparire la Scritta:'Ciao, come stai'. Potreste dirlo con voce suadente vicino alle casse del pc oppure potreste minaccciare di morte il vostro hard disk, in entrambi i casi Explorer non vi ascolterebbe! Potete invece aprire il Blocco Note di Windows e scrivere Qualcosa tipo:

<Questa è una pagina web in linguaggio HTML>

<Cose che Explorer deve sapere>

<Questo è il titolo della mia pagina>

Pagina di Gianni

<Fine del Titolo>

<Fine delle cose che Explorer deve sapere>

<Inizio della pagina web visibile a tutti>

Ciao come stai

<Fine della pagina web visibile a tutti>

<Fine della pagina web in linguaggio HTML>


Explorer non vi capirà ma voi avete capito che explorer, così come tutti i browser, ha bisogno che le informazioni siano passate attraverso i tag "< >" di apertura e chiusura.

Anzi siccome tuti i browser capiscono perfettamente l'accatiemmellese proviamo a scrivere:


<HTML>

<HEAD>

<TITLE>

Pagina di Gianni

</TITLE>

</HEAD>

<BODY>

Ciao come stai

</BODY>

</HTML>


I due tag <HTML> e </HTML> sono rispettivamente <Questo è una pagina web in linguaggio HTML> e <Fine della pagina web in linguaggio HTML>. I due tag <HEAD> e </HEAD> sono:<Cose che Explorer deve sapere> e <Fine delle cose che Explorer deve sapere>.Avrete certamente intuito cos'è <TITLE> e </TITLE> e <BODY> con </BODY> ed è sicuramente chiaro che tutto ciò che si apre (es.<CIAOMAMMA>) va chiuso poi con il simbolo "/"(es. </CIAOMAMMA>).

A questo punto non vi resta che copiare il codice sopra esposto sul blocco note di windows avendo cura di modificare l'estensione del file da .txt a .html, e la vostra prima pagina web è fatta.

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lunedì 28 aprile 2008

Biscuits Out Machine

The Biscuits out machine, Rhytmh and blues band, si forma come Rock Band nel 1990. La prima formazione a cinque muove i primi passi nell'underground Rock-Blues ibleo. Raggiunge gradatamente timbriche vicine al Rhytm and blues, che daranno al gruppo, allora capitanato da Giacomo Schembari alla voce, oltre che la possibilità di collaborare con alcuni famosi artisti italiani ed internazionali (Tony Esposito, Gipsy King), anche la spinta necessaria per affrontare, forti di una band di oltre undici elementi, le decine di concerti che li vedranno suonare per tutta la sicilia orientale. Oggi la Band è tornata alla sua forma iniziale e, con i suoi cinque musicisti (Emanuele Castello, voce-chitarra;Gaudenzio Blundo,tastiere e voce; Gianni Nativo, chitarra; Giulio Romeo, Basso; Piero Cusimano, batteria;) ha inciso 15 tracce che ripercorrono tutta la storia della Band: The story of the Blues.

lunedì 21 aprile 2008

sabato 19 aprile 2008

Repetita iuvant


Repetita iuvant! Questo è, o dovrebbe essere, lo spirito con il quale un podista affronta quegli sfiancanti, quanto insidiosi, brevi percorsi fatti all'insegna del soggettivo miglioramento delle proprie prestazioni. Nella pratica, per l'amatore, i litri di sudore devoluti sull'altare della migliore prestazione cronometrica, si traducono in una (diciamocelo) magnifica autocelebrazione volta alla esaltazione della frazione di secondo.

Questo è quello che accade nello sport.
Ma stasera mi va di parlare di politica, o se preferite di come il poltronismo (leggi attaccamento di tipo cementizio alla poltrona) tutto italiano ci porta alle urne con decine di "nuove promesse" sia nel settore dei candidati che in quello dei propositi. Assolutamente tutto già visto, fatto, sentito: basta! Quante volte abbiamo detto basta, quante volte abbiamo votato tappandoci il naso, quante volte le nostre aspettative sono state disilluse. Eppure ad ogni nuova elezione deleghiamo sempre a qualcuno il diritto di prenderci per il c..... . Alla fine, ancora una volta li abbiamo rimessi tutti lì, vecchi e finti nuovi,tutti insieme spassionatamente, ancora li a succhiare il sangue a chi già ne versa in abbondanza, con tutte le loro riforme e "leggi impopolari ma necessarie".

Niente di più vuoto, ampolloso e carico di sprezzo verso chi per mangiare si spezza la schiena ogni giorno. Noi siamo stanchi ma loro sono sempre più furbi e fanno della politica, che secondo Macchiavelli era semplicemente l'arte di governare,un uso personale e quantomeno "disinvolto". Fa male , fa sempre male il giorno dopo ma ci abitueremo, ancora, ed ancora : repetita iuvant?

Tornerò a divorare chilometri sulle strade della mia terra siciliana dove le strade sono quelle che sono e dove i mafiosi sono così furbi da diventare politici quando non riescono a manovrare a sufficienza i loro burattini: terra di pupi e di pupari.
Tornerò a correre lungo provinciali asfaltate male e curate peggio, che ci posso fare a me piace correre.

domenica 6 aprile 2008

La corsa (parte terza)


Allaccio le Adidas, gli occhi non si sono ancora abituati alla luce, il sapore del dentifricio in bocca mi dice che sono già vestito e lavato, mi dirigo verso il portoncino d'ingresso. La ragione fatica a capire il perché di questa levataccia: inizio a correre piano. Lentamente, il rumore delle suole di gomma sull'asfalto ed il freddo pungente mi conducono verso uno stato di veglia quasi normale. Centotrenta battiti al minuto, questa è la prima occhiata al cardiofrequenzimetro che porto al polso. Forse nessuno o forse, chi come me conosce il valore della fatica, capisce cosa sia quella scintilla che mi spinge ad ignorare il richiamo di un materasso caldo e accogliente, o le occhiate del grasso fornaio che, con uno sguardo, mi chiede chi me lo fa fare. Le cose al mattino presto hanno un aspetto diverso, è bello correre e respirare le tue sensazioni. Sei solo, se lo vuoi, o sei parte di un microcosmo costruito attorno ai tuoi sentimenti:corri.

Aumentano i battiti per minuto, aumenta la temperatura e la velocità, oggi corro verso la provinciale che porta al mare. Non lo faccio ogni volta, ma oggi ho portato con me il lettore mp3, mi terranno compagnia i Led Zeppelin. Ogni volta che decido di impreziosire le gocce di sudore che mi colano dalle tempie, lo faccio con la musica. Oggi Saranno Robert Plant e Jim Page a tenermi compagnia. Dopo i primi dieci chilometri decido di svitare il tappo della borraccia. Bevo un lungo sorso e assalto la provinciale che si spiega davanti a me snocciolando le sue salite più cattive proprio nello stesso tratto che percorrerò oggi. Stairway to heaven,autostrada per il paradiso. Le note pizzicano i sentimenti così come fa uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi con le sue corde, i miei passi non hanno la cadenza della canzone, ma ne colgono l'essenza, quella che va oltre il tempo metronomico, quella che ti scalda il cuore.

Incontro altri runners, altri universi paralleli al mio. Uno sguardo, un saluto appena accennato con la mano,la stanchezza fa di noi un muto esercito solidale che si muove da ogni parte, inesorabile alla conquista di mille obiettivi diversi ma con un unico fine fatto di passi, tanti lunghi passi fatti di corsa, di sudore, di fatica, di mattinate gelide e di serate afose. Un esercito che muta, si trasforma a seconda delle latitudini e delle stagioni ma che percorre un’unica lunga autostrada dove l’unica cosa che conta sono le proprie emozioni.