
Premessa
Cari amici amanti dell’alta tecnologia, dell’informatica, dell’elettronica e di tutto quanto abbia a che fare con cavi, antenne, chip, satelliti e quant’altro la vostra, tanto sfrenata quanto morbosa, familiarità con il mondo dell’hi-tech possa suggerirvi, sappiate che la famigerata regola, secondo la quale tutte le cose che sono estremamente piacevoli finiscono per essere o vietate oppure pericolose per la salute, vale anche per voi.
Se, quando siete stati beccati da “telelaser”, ovvero quell’odioso miscuglio di elettronica, fotografia digitale, tecniche laser ed abili appostamenti da parte della polizia stradale, atti ad immortalare i vostri eccessi di pressione dell’arto inferiore sul pedale dell’acceleratore, non avete osato inveire contro il sopracitato manufatto, anzi, avete dato tutta la colpa agli integerrimi agenti preposti alla circolazione; se, quando siete entrati in edicola per acquistare le vostre riviste preferite (informatica, elettronica, telefonia ecc. ), vi siete concessi una sbirciata alle vivaci copertine delle riviste per soli uomini (o per uomini soli), ed appena raggiunta la cassa vi siete accorti che il vostro edicolante ha pensato bene di munire la propria attività commerciale di un sistema di telecamere a circuito chiuso, con un bel monitor posizionato proprio dietro la cassa, e nonostante la signora con in mano famiglia cristiana vi abbia guardato con un espressione sottotitolata - maiale!!-, pur desiderando ardentemente di sprofondare un miglio sotto terra (era un amica di vostra suocera), ancora una volta non avete inneggiato alla distruzione immediata di tutto quanto abbia a che fare con i transistor ; ebbene adesso vi darò qualcosa sulla quale meditare.
Ogni tanto, con intervalli più o meno lunghi, sentiamo parlare di radiazioni elettromagnetiche e di quanto possano essere dannose per gli esseri viventi; le ricerche effettuate in tal senso, nella maggior parte dei casi, vengono definite poco attendibili da parte delle maggiori case produttrici di quei manufatti che dovrebbero generare le radiazioni di cui sopra. I principali marchi mondiali hanno, ovviamente, miliardi di motivi per minare la credibilità di tali studi, ma che cosa genera questa scarsa attendibilità?
L’onda elettromagnetica non è altro che una perturbazione dello spazio che si propaga trasportando energia, ed è costituita dall’oscillazione del campo elettrico e magnetico. In natura queste graziose quanto invisibili frequenze esistono da sempre, solo che ad un certo punto della sua storia l’homo sapiens sapiens ha deciso di annoverare tra le conquiste della scienza anche la vasta gamma di raggi a sua disposizione, scoprendo i raggi X ed i raggi Gamma (entrambi raggi ionizzanti, cioè capaci di alterare la struttura anatomica di cui è composta la sostanza vivente), i raggi infrarossi e le radiofrequenze(che appartengono alla famiglia dei raggi non ionizzanti, capaci “soltanto” di alterare ,in alcuni casi, alcune attività dei nostri tessuti nervosi, muscolari e cutanei).
Gli Studi
Gli studi in questo campo iniziarono (ad opera di un certo Gilbert ) addirittura nel XVII secolo, e culminarono nell’invenzione della pila da parte di Volta nel secolo successivo. Nel XIX secolo Ampere e Faraday capirono che vi era una stretta connessione tra elettricità e magnetismo e Maxwell (senza neanche l’ausilio di una calcolatrice) elaborò una teoria matematicamente coerente dell’elettromagnetismo, e
Gli Esperimenti
Gli esperimenti condotti sugli animali (roditori) esposti a campi elettromagnetici hanno evidenziato parecchi casi di rotture nel DNA nei tessuti dei testicoli e del cervello. Infine, sempre secondo dati ottenuti dalla ricerca, l’esposizione del corpo umano per circa 30 minuti a campi elettromagnetici produce un aumento della temperatura corporea di circa un grado centigrado, ed il medesimo valore di soglia si evince dalla esposizione degli animali. Nel caso di esposizioni più lunghe la capacità di termoregolazione può essere compromessa, causando danni biologici spesso irreversibili. La scarsa attendibilità di cui parlavamo prima non è da attribuire a ricerche poco scrupolose o a mistificazioni da parte degli studiosi, anzi, ma alla loro impossibilità di reperire una quantità di dati inequivocabilmente certi, che diano la certezza assoluta delle loro valutazioni. In altre parole, non esistono dati certi perché gli studi condotti in merito di radiofrequenze devono tenere conto di due dati fondamentali: il tempo di esposizione e la distanza dalla fonte. Ed entrambi queste condizioni, ricreate in laboratorio, non rispecchiano la realtà.
Conclusioni
Computer, telefonini, forni a microonde, televisori, radar, collegamenti con i satelliti e chissà quante altre diavolerie circondano ciascuno di noi in un tentacolare groviglio di frequenze, eppure ognuno di noi è esposto alle radiazioni in maniera diversa, per periodi più o meno lunghi e con una distanza dalle fonti che varia di momento in momento; la ricerca potrà sicuramente fissare dei parametri comuni, porre dei limiti, ma non potrà mai stabilire in quale misura le radiazioni colpiscono ciascuno di noi. Ed ecco che ancora una volta subentra la ragione, si sempre lei l’amica a volte scomoda a volte messa da parte ed a volte ascoltata con troppo poco interesse. Se siamo riusciti a convincerci del fatto che le radiazioni, a qualsiasi specie appartengono sono dannose, dovremmo anche sforzarci nel tenerle lontane da noi il più a lungo possibile. Pochi semplici accorgimenti giornalieri, mirati alla riduzione dell’assorbimento di radiazioni, possono soltanto giovare alla nostra salute ed a quella dei nostri cari. Cerchiamo sempre di ricordare che convivere con le radiazioni non significa soltanto subire passivamente un’irrorazione quotidiana che, anche se non supera le soglie di irreversibilità dei danni causati, con paziente lentezza, può annullare tutti gli eventuali benefici apportati dall’elettronica. E se, da buoni abitanti della opulenta provincia iblea, pensavamo di essere lontani anni luce da tutto ciò che è legato al termine “inquinamento” è bene rivedere le nostre convinzioni in merito, ed incominciare a pensare a quest’ultimo in termini di “tecnologizzazione” delle nostre vite, e del nostro modo di vivere come uomini del 3° millennio. Se queste riflessioni sono state per voi la causa dell’ennesima delusione post 2000 (dopo il capodanno) inviatemi pure un commento di protesta, vi ricordo, comunque, che non si accettano proposte di matrimonio, richieste di risarcimento, ingiunzioni di pagamento, proposte indecenti e richieste di consigli su come elettromagnizzare chi vi sta antipatico.
4 commenti:
leggo sempre con interesse i tuoi post e ancora una volta hai ragione. Mi piacerebbe sapere però quali sono le alternative.
Se consideri che questo è un articolo che ho pubblicato su un giornale nel 2001 di alternative ce ne sono e parecchie.
ad esempio?
nel 2001 i monitor LCD non avevano ancora preso il posto degli schermi a tubo catodico. Considera comunque che per ora le radiazioni sono passate in secondo piano visto che la parola d'ordine è "riscaldamento del pianeta". Ci preoccuperemo di radiazioni elettromagnetiche quando le avremo sostituite con qualcosa che renda profitti maggiori e potremo fare a meno di queste tecnologie.
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